Il succo di melograno, potente arma contro la diffusione del cancro

melogranoUn aiuto alla lotta contro il cancro pare arrivare dal succo della melagrana, il frutto del melograno. In particolare, gli scienziati dell’Università della California, hanno scoperto che i componenti del succo possono essere un efficace preventivo. In più, questi componeneti, riescono a indebolire l’attrazione delle cellule tumorali a un segnale chimico che favorisce la diffusione delle metastasi del cancro alla prostata fino all’osso. Questa scoperta si pone in quella branca di ricerca atta a prevenire le metastasi del cancro, ma non solo, come vedremo.

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I risultati di questo studio sono stati presentati dalla dottoressa Manuela Martins-Green al 50th meeting annuale della American Society for Cell Biology, in corso a Philadelphia dall’11 al 15 dicembre 2010. La ricercatrice ha applicato, in laboratorio, del succo di melagrana alle cellule del cancro alla prostata che erano risultate resistenti al testosterone. Dalle analisi poi condotte, Martins-Green e colleghi hanno scoperto che le cellule tumorali trattate con il succo di melagrana, e che non erano morte con il trattamento, mostravano una maggiore adesione cellulare e una diminuzione della migrazione.

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Alcuni dei componenti responsabili di questi effetti, identificati dai ricercatori, sarebbero i fenilpropanoidi, gli acidi idrobenzoici, i flavoni e gli acidi grassi coniugati. «Avendoli identificati, ora possiamo modificare i componenti inibenti il cancro nel succo di melagrana per migliorare le loro funzioni e renderli più efficaci nel prevenire le metastasi del cancro alla prostata, portando a terapie farmacologiche più efficaci», hanno spiegato i ricercatori.

Oltre a ciò, ha ricordato Martins-Green, è possibile studiare terapie efficaci contro altri tipi di cancro e non solo per quella alla prostata. Questo sarebbe possibile poiché «i geni e le proteine coinvolte nel movimento delle cellule del cancro alla prostata sono essenzialmente gli stessi di quelli coinvolti nel movimento di altri tipi di cellule tumorali».

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Buone speranze, e tutte naturali, quindi quelle che arrivano da Philadelphia. Ora non resta che attendere gli ulteriori studi che possano, nel caso, aprire la strada sulla sperimentazione in ambito umano.

Fonte: www.lastampa.it

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Riportato da: www.tzetze.it