Svelati i misteri del calamaro gigante


Un team di scienziati impegnati a decifrare i segreti del calamaro gigante annuncia di aver finalmente scoperto come gli occhi enormi di queste creature marine si siano evoluti per avvistare al meglio predatori e prede. Pur essendo il più grande invertebrato noto, il colossale calamaro, che vive a 2.000 metri sotto la superficie dell’Oceano Antartico, è stato a lungo eluso dall’osservazione scientifica. Tuttavia, un recente studio pubblicato sulla rivista Current Biology, rivela che le caratteristiche dell’occhio sono molto più avanzate di quanto si pensasse. “Considerato che la gamma di sonar dei capodogli supera i 120 metri, ipotizziamo che una risposta ben preparata e potenzialmente evasiva della caccia potrebbe aver guidato l’evoluzione in enormi dimensioni di entrambi gli occhi e degli organi dei calamari giganti”, dicono i ricercatori. “La nostra teoria fornisce anche approfondimenti nella visione degli ittiosauri del Mesozoico, che avevano occhi insolitamente grandi.”

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Il team dice che gli occhi dei calamari “si sono evoluti per individuare i capodogli, che sono noti per nutrirsi dei calamari.  Anche se i calamari si sono incontrati molto raramente con le persone, si ritiene che essi costituiscano circa i tre quarti della dieta dei capodogli nell’Oceano Antartico.

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“E ‘la predazione da parte delle grandi balene dentate che ha guidato l’evoluzione del gigantismo negli occhi di questi calamari”, afferma Soenke Johnsen, un biologo della Duke University, che faceva parte del gruppo di ricerca. Ci sono due grandi tipi di calamari giganti: quelli giganti e quelli colossali. Possono arrivare a pesare quanto cinque uomini adulti messi insieme. Tuttavia, gli occhi di altre creature marine, come il pesce spada, sono normalmente grandi come le dimensioni di una palla da softball, circa 3 pollici di diametro. Studiando i campioni raccolti quasi vent’anni fa, il team ha scoperto che gli occhi dei grandi i calamari percepiscono più luce rispetto agli animali di dimensioni simili ma con occhi più piccoli.

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L’assunzione di luce supplementare migliora la capacità del calamaro di rilevare piccole differenze di contrasto nelle condizioni di luce scarsa dell’oceano profondo, sostengono. Le dimensioni degli occhi del calamaro colossale sono stati a lungo oggetto di interesse per gli scienziati. Nel nuovo studio, con l’ausilio di computer, i ricercatori hanno ricreato un modello digitale per osservare ciò che questi occhi di grandi dimensioni vedono in differenti profondità. L’occhio rimane uno dei tratti evolutivi più avanzati del regno animale e gli scienziati hanno trascorso decenni per tentare di svelare i suoi segreti. L’occhio esaminato dagli scienziati resta il più grande di qualsiasi animale conosciuto, e in proporzione risulta molto più grande del corpo di creature simili. Non è chiaro se la ricerca  possa avere un’applicazione pratica. Gli scienziati americani sono sempre più orientati a sviluppare la tecnologia che permette una migliore visione simile a quella che il calamaro gigante vedrebbe nelle zone in profondità. La creatura ha la capacità di vedere quasi a 100 metri sott’acqua ad una profondità di quasi 2.000 metri, una rivelazione che potrebbe portare ad un miglioramento della tecnologia in fatto di fotografia subacquea. La ricerca è in corso sulle tecnologie volte a sviluppare una persistente sorveglianza sottomarina, migliorare l’individuazione delle mine e nelle armi subacquee. Sistemi di sensori acustici e non acustici sono stati esaminati per fornire una conoscenza globale della tattica strategica nello spazio di battaglia sottomarino, con enfasi sulle tecnologie atte a istituire un monitoraggio permanente sottomarino. Presto questi tipi di sistemi di nuova generazione potrebbero essere effettuati a bordo dei mezzi navali, o distribuiti come impianti autonomi per proteggere le flotte o i porti. Chiaramente queste ipotesi dello studio fanno parte solo di speculazioni, le interazioni tra capodogli e calamari giganti non sono ancora stati osservate. Infatti, i ricercatori non avevano mai visto dal vivo un calamaro gigante in azione fino al 2005, quando gli scienziati giapponesi sono riusciti a filmarne uno dal vivo. Ecco una versione del video pubblicata su YouTube:

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In quest’altro video risalente al 2009, un calamaro gigante è filmato mentre tenta di attaccare un sottomarino nelle acque del Golfo del Messico:

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I ricercatori affermano che la loro nuova ricerca è un passo in avanti nella comprensione di come le creature sottomarine vedono. I risultati delle squadre di ricercatori sono apparse sul numero della rivista “Current Biology” del 15 marzo 2012.

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