LA DONNA E IL CANE



Lettera della Signora Fiorentina
Quello che il pastore tedesco ha provato per me, è stato senza dubbio un grande amore, ne sono sicura.
Quel canone che chiamerò "canone" viveva per me ed ha cominciato a farlo sin dal primo giorno che l'ho tenuto in braccio.
Eppure io non mi sono mai curata di nutrirlo, il cibo lo riceveva sempre dalle mani di mio marito ma, per lui,esistevo solo io.
Mi seguiva ovunque e se mi fermavo si fermava anche lui, mi attendeva fuori dalla porta del bagno, riconosceva il mio passo, il modo con cui infilavo la chiave nella serratura della porta, ogni giorno, al rientro dal lavoro e sospirava soddisfatto quando poteva fare la cuccia accanto a me.
Sono stati anni belli quelli trascorsi con canone fatti di corse nei prati, di camminate a tre: io, lui e canone.
Con il passare del tempo la gelosia nei miei confronti era diventata un' ossessione e per canone, ero divenuta intoccabile. Nessuno poteva avvicinarmi, di me conosceva tutti i miei odori e dovevo mettere al riparo la mia biancheria intima che toglievo per lavare altrimenti correva a prenderla, la nascondeva e guai a portargliela via……
Quando mio marito usciva, dopo cena, lui era rilassato e soddisfatto perchè, soprattutto in inverno, gli permettevo di saltare sul lettone e di giacere accanto a me. Con la sua zampona cercava sempre la mia mano, lo so che sembra inverosimile ma è cosî che andavano le cose.
Quando rientrava lo sposo e gli diceva di scendere dal letto perchè ora quel posto era il suo, canone bofonchiava e con la coda tra le gambe scendeva e si metteva a cuccia sulla brandina.
Canone cresceva, era diventato un bel pastore tedesco, molto bello ma anche tanto grande e pesante da gestire per una piccola signora fiorentina h 160 centimetri..Infatti tenerlo al guinzaglio ,era questione di forza che io non sempre avevo quando tirava…e poi questa gelosia sempre crescente nei miei confronti, troppo crescente troppo geloso.
Nessuno,poteva avvicinarmi, tantomeno,toccarmi guai a baciarmi, neppure mio marito poteva più farlo in sua presenza e anche il solo alzare la voce verso me lo induceva a digrignare i denti da mettere paura.
Quando facevamo l'amore, dovevamo chiuderlo fuori, non tollerava i miei gemiti, impazziva, scalpitava, dovevamo fare attenzione. Una volta in preda al piacere lui mi sentì e corse verso la porta sbattendoci contro….

Un pomeriggio l'operaio che pitturava l'appartamento di fronte al mio, ebbe la malaugurata idea di aprire la porta nello stesso momento in cui io aprivo la mia per portare canone a fare i suoi bisogni….e ….cortesemente mi rivolse la parola dicendomi :"buongiorno signora"… Non fosse mai stato prof, canone digrignò i denti e gli si avventò contro tentando di azzannarlo al collo.., per fortuna quel,tizio fu tempestivo nel pararsi il volto con il gomito evitando il peggio, ferendosi solo il braccio.
Il mio dolore fu grande e tanto fu l'imbarazzo che ne parlammo col,veterinario…la cosa non finì li….giorni dopo per la strada, mi fermò un signora che conoscevo e stessa musica…..Io non potevo parlare con nessuno e nessuno poteva parlare com me .Io ero sua e basta!!!
Passò qualche altro mese senza incidenti perchè nel frattempo, mio marito, lo portava con se al lavoro….ma, quando tutto sembrava passato, il dramma si ripresentò il giorno in cui, ormai soprappensiero, aprii la porta all'incaricato dell'assicurazione e , appena vide che mi stringeva la mano, prese la rincorsa, digrignò i denti e lo azzannò al fianco…L'uomo terrorizzato finì al pronto soccorso ……..non era più vita….ero sua prigioniera. Quel canone viveva per me. Soffriva quando non c'ero…..non tollerava neppure che parlando con i miei figli, questi alzassero la voce con me e difatti tentò di azzannare al volto il mio bimbo più piccolo……
Era diventato insostenibile, non sapevamo cosa fare….poi la morte, una sera, lo colse di sorpresa ….e ci lasciò……Era il 2008, aveva 8 anni, nel pieno del suo vigore.
Non so se gli animali possono amare, ma io posso dire di esserlo stata….anche troppo.
Piansi parecchio per la sua morte, la sua presenza mi mancava e anche il suo amore di animale perchè nonostante tutto,solo di amore si trattava, mi amava e voleva solo peoteggermi ….era fantastico vederlo quando aspettava zitto, zitto che mio marito se ne andasse e chiudesse la porta, per saltare sul lettone e lasciare la brandina vuota per poi rientrarci al suo ritorno, bofonchiando, con la coda tra le gambe.

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