Le strane foschie nell’atmosfera di Plutone e altri misteri da svelare


Ormai la New Horizons è distante 12 milioni di chilometri da Plutone sembra aver terminato la sua missione invece i computer di bordo continuano a inviare informazioni al centro di controllo. E sono da poco arrivati anche i dati sull’atmosfera del pianeta che ci ha rivelato non poche sorprese. Inoltre è stato misurato accuratamente il diametro del pianeta nano che risulta essere almeno 30 km più grande di quello che sapevamo.

Ciò significa che la troposfera, cioè lo strato dell’atmosfera più basso e a contatto con il suolo di Plutone, dev’essere spessa al massimo un paio di chilometri. Mentre il resto dell’atmosfera è più esteso di quanto si pensava, e arriva ai 1600 km.

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Dalle nuove immagini di Plutone si vedono nei suoi cieli una densa foschia fino a 130 km di quota. In pratica è la prima foto di un’atmosfera aliena nella fascia di Kuiper.

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Si pensa che questi strati di foschia abbiano avuto origine dall’interazione tra la radiazione del Sole e il metano presente nell’atmosfera di Plutone.

Inoltre sembra che la pressione dall’atmosfera sulla superficie sia diventata la metà nell’arco di un paio di anni, La causa è probabilmente il progressivo allontanamento di Plutone dal Sole: infatti, il pianeta sta arrivando all’apogeo della sua orbita, e l’atmosfera sta collassando sulla superficie in forma di ghiaccio.

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Plutone era sempre stato immaginato come un mondo geologicamente morto, Ma oggi, dopo dieci giorni di analisi dei primi materiali raccolti da New Horizons, dobbiamo umilmente ammettere che ci siamo sbagliati alla grande.
Montagne alte 3500 metri, Una vasta pianura ghiacciata, battezzata Sputnik Planum, all’interno di Tombaugh Regio, l’ormai celebre struttura a forma a cuore. Anche qui, nessun cratere. Anzi: il terreno appare diviso in poligoni delimitati da piccoli solchi, Insomma, Putone tutto sembra tranne un pianeta morto e ghiacciato.

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Il fatto che ci siano rilievi di diverse altezze e distribuiti in maniera apparentemente casuale sulla superficie , suggerisce che le attività geofisiche di Plutone non siano globali, ma, al contrario, limitate ad alcune regioni. Il perché è forse da ricercarsi nei cicli di sublimazione dei ghiacci che accompagnano le stagioni plutoniane, ma per ora è solo ipotesi. E naturalmente il mistero più grande è individuare cosa alimenti questa attività geologica.

Infine vi mostro il confine settentrionale dello Sputnik Planum dove sono visibili una serie di tracce lasciate dal movimento glaciale di azoto, che alle condizioni di pressione e temperatura di Plutone si comporta come il ghiaccio d’acqua sulla Terra.

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Insomma Plutone non ci ha deluso, e ci ha dato l’opportunità di vedere con i nostri occhi un mondo davvero alieno, sconosciuto e per il momento misterioso.

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