La classifica dei supermercati italiani: dal più conveniente al più caro

supermercatoUna singolare indagine pubblicata da “La Repubblica“, evidenzia anche come i risparmi maggiori si abbiano al Centro Italia mentre il Sud sia maglia nera. Ma, al di là delle differenze regionali, l’aspetto più interessante della ricerca è quello che riguarda la convenienza delle diverse catene di supermercati. Altroconsumo ha fissato a 100 la soglia della massima convenienza, che ha riscontrato nei supermercati Emisfero (non proprio tra i più conosciuti e diffusi d’Italia).

A quota 101 ci sono i Famila Superstore e a 102 un marchio conosciuto e diffuso quale è Esselunga. A 104 troviamo Bennet e Auchan; a 105 Ipercoop; a 106 Iper, Panorama, Coop, Conad Ipermercato e A&O; a 107 Il Gigante e Pam; a 108 Dok, Carrefour, Crai, Simply e Sigma; a 109 Eurospar; a 110 Conad, Pim, Sidis, Isa; a 112 Sisa e Carrefour Market; a 113 (cioè il più caro) Tigre. Ecco la mappa:

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mappa supermercati meno cari italia

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Sapersi orientare tra scaffali e casse, insomma, – si legge su Repubblica – può cambiare le sorti del bilancio domestico. E anche quest’anno Altroconsumo, monitorando oltre un milione di prezzi per 105 categorie di prodotti in 885 punti vendita di 68 città, ha disegnato una mappa della convenienza. Si parte con la tipologia di spesa a cui gli italiani sono più abituati, quella di “marca”, i prodotti delle aziende leader di mercato, che vale in media 6.350 euro l’anno. Qui la variabilità è estrema: la stessa bottiglia di acqua oscilla tra 20 e 55 centesimi, lo stesso olio extravergine tra 3,49 e 7,76 euro. Con un’Italia, salvo eccezioni, divisa in due.

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Le Regioni in cui la concorrenza è più spinta, e quindi dove si spende meno della media nazionale, sono soprattutto quelle da Firenze in su, specie Toscana (6.039 euro), Veneto e Piemonte. A Verona, la città più economica, lo scontrino è più corto di 300 euro. E anche Emisfero, l’insegna con le offerte più stracciate, ha radici solo in Settentrione. Al Sud invece l’unica Regione “sotto costo” è la Puglia. Palermo e Pescara, insieme a Ascoli e Aosta, risultano i centri più cari.

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L’alternativa per chi vive in quei territori è puntare sui prodotti a marchio commerciale. Che spesso hanno una qualità paragonabile alle “marche”, ma un prezzo che oscilla meno. Secondo Altroconsumo consentono di risparmiare fino al 30%, cioè 1.800 euro, con punte fino a 2.300 in piccoli centri come Chieti. Le insegne a cui conviene rivolgersi, considerati sia varietà dell’assortimento che prezzi, sono Iper e U2. Se la cinghia va stretta ancora però l’unica soluzione è mettere da parte i pregiudizi sulla qualità e puntare dritto sui prodotti più economici.

Per una spesa del genere i primi nove negozi in classifica sono tutti hard discount, capeggiati da Eurospin, LD Market e D-Più. E le disparità geografiche tendono a scomparire, visto che praticano gli stessi prezzi ovunque. Si spende in media il 51% in meno, cioè 3.100 euro, rispetto a un carrello di marca. Oltre 3.500 a Trieste e Aosta, due delle città più care. Forse terranno peggio la cottura, ma sono pur sempre spaghetti. La classifica:

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classifica supermercati piu convenienti italia 2015Qui sotto la classifica:

 

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