“Single, ma in due”: la lettera che ha fatto il giro della rete



Riuscite ad immaginare un rapporto di coppia in cui le regole le dettate voi e il vostro partner? Che non si conforma ai canoni della società, perché non ce n’è bisogno. Perché siete felici così.

“Single, ma in due” è una lettera che negli ultimi mesi ha fatto il giro del mondo attraverso la rete. Forse il suo successo si deve al fatto che si tratta di una dichiarazione di intento (sessuale e non) a tutti gli effetti.
Così, per quanto ci si possa identificare o meno con il suo contenuto, leggerla ci aiuta a capire che la nostra anima gemella è la persona con cui possiamo essere noi stessi in tutta la nostra essenza.
Leggiamola insieme:
Single, ma in due
Voglio che tu esca a bere una birra con gli amici, perché la mattina dopo, anche se hai i postumi della sbornia, chiedi di vedermi perché hai voglia di tenermi tra le braccia mentre ci facciamo le coccole.
Voglio restare a letto la mattina a parlare di tutto quello che ci passa per la mente, ma qualche pomeriggio decidere insieme che per quella giornata le nostre strade si divideranno.
Voglio ridere con te mentre facciamo l’amore. Ridere perché stiamo sperimentando cose nuove e assurde.
Voglio che andiamo dai nostri amici, che tu mi prenda per mano e che mi porti in un’altra stanza perché non resisti più dalla voglia di fare l’amore con me, proprio lì. Voglio provare a restare in silenzio perché gli altri potrebbero sentire.
Voglio mangiare con te, voglio che tu mi faccia parlare di me e che tu mi parli di te. Voglio discutere fino a scaldarci: è meglio Hochelaga o Plateau, i quartieri a sud o a nord?
Voglio immaginare insieme l’appartamento dei nostri sogni, pur sapendo che probabilmente non andremo mai a viverci insieme. Stare a sentire i tuoi progetti senza capo né coda. Voglio sorprendermi nel sentirmi dire “Prendi il passaporto che partiamo”.
Voglio avere paura insieme a te. Fare cose che non farei con nessun altro, perché con te mi sento al sicuro! Ritornare completamente sbronza dopo una bella serata con gli amici, scopare e fregarsene di tutto. Che tu mi prenda il viso tra le mani, mi baci, mi usi come cuscino e mi stringi forte per tutta la notte.
Voglio che tu abbia una tua vita. Che tu, con un colpo di testa, decida di partire per qualche settimana. Che mi lasci sola qui ad annoiarmi e ad aspettare con ansia che compaia un tuo “ciao” su Facebook che mi fa.
Non voglio che ti senta in obbligo di invitarmi alle tue serate fuori e non voglio doverti invitare sempre alle mie. Così potrò parlartene il giorno dopo e ascoltare le tue.
Voglio qualcosa che sia semplice, ma allo stesso tempo non così tanto. Qualcosa che mi farà nascere spesso delle domande, ma nel preciso momento in cui ti avrò vicino, ne conoscerò la risposta.
Voglio che mi trovi bella e che ti senta orgoglioso di dire che stiamo insieme. Voglio sentirti dire che mi ami ma, soprattutto, voglio essere io a dirtelo.
Voglio che mi lasci camminare davanti a te per potermi guardare il fondo schiena che ondeggia.
Voglio fare progetti senza sapere se si realizzeranno davvero. Che la nostra relazione sia più che chiara. Voglio essere tua amica, quella con cui ti piace uscire e divertirti.
Voglio che tu non perda la voglia di flirtare con le altre ragazze, ma che poi venga sempre a cercarmi per finire la tua serata. Perché voglio tornare a casa con te.
Voglio essere l’unica con cui ti piace fare l’amore e poi addormentarti. Quella che ti lascia in pace quando devi lavorare e che ti adora quando ti perdi nel tuo mondo fatto di musica.
Voglio vivere una vita da single, con te. Che la nostra vita di coppia sia uguale alla nostra attuale vita da single, ma insieme.
Un giorno, ti troverò.”
Questa lettera, pubblicata per la prima volta sul HuffPost Quebec, ha attirato l’attenzione di molti lettori. È stata scritta da Isabelle Tesier e dedicata ad un amore ipotetico. Un “amore”che lei sogna come indipendente e ideale.
Si può essere d’accordo o meno con le sue idee, ma è chiaro che molte persone si sono identificate con le sue parole. La verità è che le relazioni “libere da pregiudizi e aspettative”sono sempre più comuni nella nostra società.

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