Dimezzati i valori di omega-3 nel salmone d’allevamento, l’industrializzazione a scapito della qualità

salmoneBBC News ha appreso che, in media, i livelli di omega-3 vengono dimezzati nel pesce d’allevamento. Nonostante questo, l’analisi mostra che il salmone d’allevamento è ancora una delle fonti più ricche di questi acidi grassi. Ma l’industria sta esplorando nuovi metodi per arrestare il declino che sembra essere dovuto al tipo di alimentazione per i pesci d’allevamento. Secondo alcune ricerche, i salmoni d’allevamento sarebbero tra i più diffusi nei supermercati ma anche tra i meno raccomandabili per la nostra salute. Un punto a favore è che l’allevamento di salmoni permette comunque di evitare la distruzione dell’ecosistema naturale.  Ma la qualità del prodotto che arriva sulle nostre tavole risulta molto alterata rispetto alla versione 100% naturale.

Lo studio sulla mancanza di Omega3 è stato condotto da ricercatori della Università di Stirling. Il Prof. Douglas Tocher, che ha guidato la ricerca, ha detto a BBC News: “Circa cinque anni fa, una porzione di salmone atlantico di 130g era in grado di fornire per tre anni e mezzo di benefici di omega-3. Questo è in realtà è consigliato come assunzione settimanale. Ora, il livello di omega-3 si è dimezzato, perciò, invece di mangiare una porzione di salmone d’allevamento, avremmo bisogno di mangiarne due” – ha spiegato.

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Gli acidi grassi omega-3 svolgono un ruolo fondamentale in molti processi fondamentali nel corpo. Il Prof Tocher ha sottolineato che il salmone d’allevamento è ancora una delle fonti più ricche di oli di pesce benefici e ha esortato le persone ad acquistare il salmone d’allevamento per i suoi potenziali benefici per la salute di continuare a farlo.

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Detto questo, sembrerebbe che la risposta istintiva a questo problema sarebbe quella di spendere di più e mangiarne di meno, acquistando solo salmone selvaggio e non di allevamento.  Ma gli scienziati sostengono che il salmone di allevamento, seppur allevato in vasche dove ci sguazza con altre decine di esemplari nelle loro stesse feci per l’intera vita, conterrebbero comunque più omega3 rispetto alla specie pescata in acque aperte. Sarà vero oppure un modo per evitare scontri con le aziende?

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allevamento di salmoni

Il salmone d’allevamento è il miglior modo di ottenere omega-3 nella nostra dieta. Tutti gli altri pesci hanno un contenuto molto più basso rispetto al salmone medio-atlantico, tra cui il salmone selvaggio“, sostiene il ricercatore.

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Ma il prof Tocher ha detto a BBC News che era preoccupato per quello che potrebbe accadere ai livelli di omega-3 nel giro di pochi anni. “Se non è ancora accaduto, il livello del benefico omega-3 può solo andare davvero verso il basso”, ha spiegato.
Il collega del Prof Tocher dottor Matthew Sprague ha detto che il governo dovrebbe pensare di cambiare la sua consulenza ai consumatori.
“Al momento, stanno consigliando di mangiare due porzioni di pesce alla settimana. Una delle quali dovrebbe essere oleosa. Ma il consiglio di una porzione di pesce grasso in realtà dovrebbe essere ora due di almeno porzioni“, ha detto.
In risposta ai risultati, il Dr. Alison Tedstone, capo nutrizionista della sanità pubblica in Inghilterra, ha dichiarato: “in definitiva tutti abbiamo bisogno di mangiare pesce più grasso. Gli adulti in media consumano solo 54g di pesce azzurro a settimana. Il consiglio è quello di mangiare almeno 140g. I nostri esperti indipendenti sostengono che il consiglio valga ancora nel tempo”.

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Il mangime utilizzato negli allevamenti di salmone

I livelli di omega-3 nel salmone di allevamento sono scesi a causa del successo del settore. Il salmone d’allevamento ottiene i suoi omega-3 da piccoli pesci grassi come le acciughe, che vengono macinate e aggiunte alla loro alimentazione.

Più pesce grasso si aggiunge al salmone di allevamento, più il salmone conterrà omega-3. Questo vuol dire che l’alimentazione dei salmoni d’allevamento è stata soggetto a pratiche più economiche per i produttori (eliminazione di mangimi a base di pesce azzurro sostituito da non si capisce bene cosa), a scapito della qualità e anche della salute del consumatore, che si vede costretto ad assumerne di più, assumendo anche più grassi oltre che omega3. Non molto tempo fa, l’80% degli alimenti era costituito da pesci grassi. Ora, il mangime nei salmoni ne costituirebbe solo il 20%. Tutto questo è ammesso dalla legge. Dobbiamo forse aspettarci una “mucca pazza” anche per i salmoni?

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Salvo gli allarmismi i dati sono chiari e il concetto pure: l’industrializzazione va a scapito della qualità. Già nel 2012, Euronews riportò la nuova “invenzione” del cibo per pesci d’allevamento a base di prodotti agricoli e non ittici. In particolare, il nuovo mangime sarebbe fatto di glutine del grano o un concentrato delle proteine della soia, fagioli, piselli al fine di garantire “un’alimentazione nutriente secondo noi e saporito”.

Saporito si, ma le proprietà nutrizionali vengono dimezzate. Ma dopo tutto chi se ne frega, l’importante per i produttori è giustamente guadagnare soldi. Mentre per i consumatori l’importante è solo mangiare qualcosa di saporito e meno salutare? Sarebbe forse il caso di mangiare prodotti da allevamenti biologici altrimenti evitarne il consumo. Il vecchio servizio del 2012 dove Euronews riportava la “scoperta” del mangime alternativo (oggi colpevole della mancanza di omega3):

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