Sorpresa! Anche Giove ha gli anelli come Saturno

Gli anelli di Giove sono i costituenti di un debole sistema di anelli planetari intorno a Giove, il terzo ad esser stato scoperto nel sistema solare, dopo quello di Saturno e quello di Urano. Fu osservato per la prima volta nel 1979 dalla sonda Voyager 1, ma fu analizzato più approfonditamente negli anni novanta dalla sonda Galileo e, a seguire, dal telescopio spaziale Hubble e dai più grandi telescopi di Terra.

Le polveri che costituiscono gli anelli sono soggette ad un costante processo di rimozione dovuto alla combinazione dell’effetto Poynting-Robertson e delle forze elettromagnetiche della magnetosfera di Giove. I materiali volatili, ad esempio i ghiacci, sublimano rapidamente; si stima che il tempo di vita delle polveri sia compreso tra 100 e 1000 anni, e quindi la polvere che viene a mancare deve essere continuamente sostituita grazie a quella che si origina dalle collisioni tra i corpi di dimensioni maggiori, comprese tra 1 cm e 0,5 km, e tra questi corpi e le particelle ad alta velocità provenienti dall’esterno del sistema gioviano. Questa popolazione di oggetti è confinata nella sottile (circa 1000 km) ma brillante parte esterna dell’anello principale ed include i satelliti Metis ed Adrastea. Le dimensioni di questi oggetti devono essere inferiori, stando alle rilevazioni della New Horizons,a 0,5 km; in precedenza questo limite, stando alle osservazioni del telescopio Hubble e dalla sonda Cassini, era molto più ampio, circa 4 km. La polvere prodotta nelle collisioni permane nella stessa fascia orbitale degli oggetti da cui si è originata e lentamente spiraleggia in direzione del pianeta madre, formando la parte più interna e tenue dell’anello principale e l’anello di alone.

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Le polveri degli anelli Gossamer si originano dai satelliti interni Amaltea e Tebe, essenzialmente allo stesso modo di quelle dell’anello principale e dell’alone; tuttavia la loro sottigliezza è dovuta alle escursioni verticali di alcune lune a causa della loro inclinazione orbitale non nulla. Queste ipotesi spiegano completamente quasi tutte le proprietà osservabili sul bordo esterno e interno degli anelli.

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Alcune formazioni non sono ancora state spiegate: l’estensione di Tebe, che potrebbe essere causata da un corpo ignoto all’esterno dell’orbita di Tebe stessa, ed alcune strutture individuabili nella osservazioni condotte in luce retrodiffusa. Una possibile spiegazione dell’estensione osservata è l’influenza delle forze elettromagnetiche della magnetosfera di Giove: quando le polveri entrano nel cono d’ombra dietro il pianeta, perdono la loro carica elettrica piuttosto velocemente; dato che le particelle più piccole co-ruotano in parte assieme a Giove, durante il transito nell’ombra si muoveranno verso l’esterno, creando così l’estensione osservata dell’Anello Gossamer di Tebe. La stessa forza può spiegare la diminuzione nella distribuzione delle particelle e della luminosità dell’anello che avviene fra le orbite di Amaltea e di Tebe. Qui sotto un video diffuso sul web:


Gli anelli di Giove di rassegnaweb

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