In corso tempesta solare sulla Terra, “possibili problemi con le comunicazioni radio”

E’ in corso una tempesta magnetica causata dall’eruzione solare del 4 settembre: la bolla di plasma emessa dal Sole ha colpito la Terra stamattina alle 5,00 (ora italiana )e la tempesta associata sta disturbando le comunicazioni radio nelle regioni polari.

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«È confermata l’espulsione di una Cme[coronal mass ejection, ndr] nel corso del brillamento X9.3 di ieri, mercoledì 6 settembre, che si stima arriverà in prossimità della Terra il giorno 8 settembre e potrebbe eccitare una tempesta geomagnetica di intensità elevata». Questo l’ultimo bollettino sull’intensa eruzione solare di ieri, riferito pochi minuti fa a Media Inaf da Mauro Messerotti dell’Osservatorio astronomico di Triestesenior advisordell’Inaf per lo space weather.

Le eruzioni, ieri, sono state due – la prima alle 11:10 italiane e la seconda alle 14:02 – ed è quest’ultima quella che sta destando maggiore attenzione. «Sono entrambe intense, ma la seconda è di classe X9.3», ha spiegato Messerotti all’Ansa, riferendosi alla scala A, B, C, M e X, dove la lettera X indica appunto il livello massimo. «Questa eruzione è la più intensa dell’attuale ciclo di attività solare. Una simile si era verificata nel 2006, alla fine del precedente ciclo». 

In questa sequenza animata si vedono i due brillamenti – uno di livello X2.2 e l’altro X9.3 – osservati sulla superficie del Sole mercoledì 6 settembre 2017. Le immagini sono del Solar Dynamics Observatory (Sdo) della Nasa. Crediti: Nasa/Goddard/Sdo:

Il ciclo al quale fa riferimento Messerotti è il periodo, lungo in media 11 anni, legato all’attività della nostra stella e dovuto a variazioni nel campo magnetico. Quello attuale ha avuto inizio nel 2008, e la sua fine è attesa a breve, nel biennio 2018-2019. Le due recenti eruzioni, alle quali va aggiunta quella di lunedì 4 settembre, originata nella stessa regione attiva del Sole – quella con codice AR 2673 – nella quale si sono registrati i due brillamenti di ieri, sono dunque un colpo di coda della nostra stella, eventualità che spesso precede l’ingresso nella fase di quiete.

«Questa notte intorno alle 05:00 ora italiana è giunta la Cme che era stata prodotta dalla stessa regione attiva 2673 il 4 settembre», aggiunge Messerotti, riferendosi appunto al brillamento di media intensità di lunedì scorso. Ebbene, ora c’è la conferma che anche il brillamento più intenso, il flare X9.3 di ieri, ha scagliato una bolla di plasma diretta verso la Terra: quella attesa per domani. E i cui effetti potrebbero aver già cominciato a farsi sentire.

«In associazione con il flare X9.3 sono state osservate fortissime emissioni radio che hanno interessato varie bande dello spettro radio, aumentando, ad esempio, significativamente il rumore nella banda delle onde corte», riferisce Messerotti. «Interessante il fatto che sia stato osservato un burst radio nella banda L, quella utilizzata dai sistemi Gps e da alcune tipologie di radar, di lunga durata e con un’intensità molto elevata, che potrebbe quindi aver interferito i sistemi Gps nella sua fase di massimo. Ciò non è però ancora confermato, e l’analisi è in corso». (Media Inaf).

Per l’8 settembre è previsto l’arrivo della seconda nube di particelle, emessa il 6 settembre dall’eruzione solare più intensa degli ultimi 11 anni, mentre si sta valutando se le onde radio emesse dal Sole durante quest’ultima eruzione stiano già provocando problemi ai satelliti per la navigazione Gps.

”Quella in corso è una tempesta magnetica di moderata intensità, che sta creando problemi alle comunicazioni radio nelle regioni polari”, ha detto all’ANSA Mauro Messerotti, dell’Osservatorio di Trieste dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf), consigliere per il meteo spaziale della direzione scientifica dell’Inaf e dell’università di Trieste. Nel frattempo, ha aggiunto, ”è stato confermato che anche l’intensa eruzione di ieri ha scagliato nello spazio una bolla di plasma e il suo arrivo è previsto l’8 settembre”.

Secondo le previsioni dell’Agenzia americana per l’Atmosfera e gli Oceani (Noaa), la tempesta prevista l’8 settembre dovrebbe essere di classe G3 nella scala che classifica in questi eventi secondo un’intensità che va da 1 a 5.

Secondo Messerotti, il fenomeno potrebbe causare disturbi e persino blackout alle comunicazioni radio nelle regioni polari e anche a latitudini più basse. Si potrebbero verificare anche problemi all’elettronica dei satelliti. Tuttavia, ha aggiunto, ”questi ultimi non dovrebbero essere rilevanti perché i satelliti sono abbastanza robusti”.