Germania: vince ancora Merkel ma avanza partito contro l’Euro. Schultz eterno perdente

Merkel vince ancora, Schultz perde ancora. Insomma, la solita storia: dalle prime proiezioni è risultato subito evidente come la Cdu di Angela Merkel si confermi ancora una volta primo partito con il 33,3% dei consensi, ma perde oltre 8 punti percentuali rispetto a 4 anni fa. Brutto risultato per la Spd, che supera di poco il 20% (aveva circa il 25%). Per entrambi i partiti storici – attualmente alleati di governo sarebbe  il risultato peggiore dal 1950 a oggi.

Prosegue invece l’ascesa dell’Afd (“Alternativa per la Germania”) che invece prenderebbe oltre il 13,2%. Successo anche per i liberali dell’Fdp, intorno al 10%, ma in netto recupero rispetto a quattro anni fa, quando rimasero fuori dalla Camera. Tengono la Linke (sinistra) e i Gruenen(verdi), sulle stesse percentuali del 2013.

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Il movimento, nazionalista e nettamente euroscettico, viene fondato con lo scopo di raccogliere il crescente sentimento anti-europeista tra l’elettorato tedesco in vista delle elezioni federali del 2013: il partito propone l’indizione di referendum popolari per approvare il trasferimento di sovranità dagli stati membri all’Unione Europea, l’uscita dall’Euro della Germania e la possibilità di creare unioni monetarie alternative e parallele.

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Sui temi etici l’AfD è nettamente conservatore, disapprovando il matrimonio omosessuale così come le adozioni per coppie dello stesso sesso, si oppone all’aborto, è contro le politiche di “gender mainstreaming” come ad esempio l’incentivazione delle quote rosa, l’equiparazione tra i sessi e le cattedre universitarie sugli studi di genere.

Dal maggio del 2015, a seguito dell’aggravamento della crisi migratoria, l’AfD si è diviso in due fazioni: la prima, guidata dal leader Frauke Petry, più favorevole alla revisione, in senso restrittivo, della legislazione in materia di diritto di asilo; la seconda, invece, guidata da Bernd Lucke, incentrata sulle tematiche economiche, è fuoriuscita dal partito ed ha fondato il nuovo movimento “Allianz für Fortschritt und Aufbruch” (Alleanza per il Progresso ed il Rinnovamento).

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Al momento delle ultime elezioni, il movimento è guidato da Alice Weidel, una consulente d’impresa di 38 anni, attira tutti coloro che sono preoccupati dalla situazione sociale ed economica, soprattutto all’Est, ma anche all’Ovest. Il risultato dell’AfD è la reazione di elettori angosciati dall’incertezza del momento: il fenomeno della globalizzazione; una riunificazione faticosa; una unione monetaria che non doveva permettere né la monetizzazione del debito né il salvataggio sovrano e che invece vede la Banca centrale europea acquistare obbligazioni pubbliche e i partner europei della Grecia salvare il paese mediterraneo; per non parlare dell’arrivo di oltre un milione di rifugiati dal Vicino Oriente in un momento di graduale assottigliamento della classe media provocato tra le altre cose da una straordinaria rivoluzione digitale.

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La Merkel tiene quindi ancora una maggioranza, anche se meno solida rispetto alle precedenti volte. Al contempo, dovrà vedersela con chi dall’euro vorrebbe uscire.

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