Glifosato potenzialmente cancerogeno nella pasta che mangiamo, l’appello di un italiano: “diffondete, tutti devono sapere” – VIDEO

Non si arrendono. Nonostante il Tribunale di Roma abbia dato ragione al blog I Nuovi Vespri. it e al suo editore, Franco Busalacchi, le industrie della pasta tornano alla carica e chiedono, ancora una volta, la rimozione dei post in cui si dà notizia delle sostanze contaminanti contenute nel grano duro che arriva dall’estero ed usato per produrre la pasta che noi mangiamo. Busalacchi: “La mia battaglia per la difesa del grano siciliano continua. E’ una battaglia per la difesa della salute, della dieta mediterranea e della nostra economia”.

Nel marzo 2015, l’organismo internazionale IARC (International Agency for Research on Cancer) ha classificato la sostanza e i fitofarmaci che la contengono come “probabile cancerogena per l’uomo” inserendola nella categoria 2A. Studi in laboratorio hanno dimostrato che il glifosato induce nelle cellule danni a livello genetico e stress ossidativo. Escludendo un lieve incremento di linfomi non Hodgkin tra gli agricoltori esposti, le prove di carcinogenicità sull’uomo e sugli animali sono limitate.

Lo IARC include nella categoria di cancerogenicità 2A, costituita da quelle sostanze per le quali risulta una limitata evidenza di cancerogenicità nell’uomo, ma una sufficiente prova di cancerogenicità nei test clinici su animali. A titolo esemplificativo, nella stessa categoria del glifosato sono annoverate sia sostanze come il DDT e gli steroidi anabolizzanti sia le emissioni da frittura in oli ad alta temperatura, le carni rosse, bevande assunte a temperature molto alte, le emissioni per la combustione di legna da ardere e biomasse in camini domestici.  Ma quanto glifosato c’è nella pasta che mangiamo tutti i giorni? Franco Busalacchi:

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