La leucemia fulminante ha finalmente una cura. Il professor Lo Coco lascia una grande eredità. 9 su 10 pazienti sono salvi

Il professore Francesco Lo Coco, classe 1955, ordinario di Ematologia all’Università di Roma Tor Vergata, ha ricevuto nel 2018 il José Carreras Award, premio per l’ematologia assegnato al Congresso della Società europea di ematologia, per aver trovato una cura efficace per la leucemia fulminante.

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La scoperta del team del professore consente la guarigione nel 90% dei casi, senza utilizzare la chemioterapia. La cura abbina acido retinoico e triossido d’arsenico, che colpiscono le cellule tumorali ma salvano quelle sane.
La leucemia fulminante è nota come leucemia acuta promielocitica è il più aggressivo dei tumori del sangue.

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La malattia si presenta all’improvviso tramite pesanti emorragie a causa della riduzione delle piastrine che portano ad una mancata coagulazione. La maggior parte dei pazienti affetti da questa patologie muore prima di avere una diagnosi di leucemia.

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Questo tipo di leucemia colpisce all’incirca 150persone ogni anno, è abbastanza rara e solitamente ad essere clpito sono uomini e donne  tra i 35 e i 40 anni.
Grazie al professor Lo Coco la speranza di sopravvivenza è raddoppiata «La leucemia promielocitica – spiega Lo Coco – ha origine dalla crescita incontrollata dei promielociti, progenitori dei globuli bianchi. Invece di ‘diventare grandi’ come normalmente avviene nel midollo osseo, queste cellule si accumulano in forma immatura determinando anemia e frequenti emorragie. La malattia può insorgere in modo improvviso e spesso ha un decorso aggressivo, a volte fulminante per via delle gravi emorragie interne: senza una diagnosi rapida e accurata, e in assenza di terapie adeguate, ancora oggi questo tumore può avere esito fatale in poche ore o in pochi giorni».

All’inizio la cura di Lo Coco era un mix di acido retinoico e chemioterapia:con una percentuale di guarigione già molto alta tra il 70% e l’80%Con una ricerca italiana, accademica e indipendente – commenta Lo Coco – siamo riusciti a fissare un nuovo standard terapeutico determinando l’approvazione in Usa e Ue, da parte di Fda ed Ema, dell’arsenico in prima linea».

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La ricerca di Lo Coco e del suo team è stata pubblicata nel 2013 sul New England Journal of Medicine.Nel 2018 questa ricerca ha ricevuto il José Carreras Award, premio che dal 1999 è stato voluto dal tenore spagnolo di cui porta il nome che si è ammalato di leucemia nel 1987 e sottoposto a trapianto di midollo osseo. Decise quindi di ideare un premio per premiare i successi dell’ematologia moderna.

E’ importante quindi fare ricerca e farla nel nostro paese, un esempio quello del Dott. Lo Coco che dovrebbero seguire tutti:

«Nella mia carriera ho fatto un’importante esperienza all’estero. Per 2 anni mi sono formato alla Columbia University di New York. Pur avendo la possibilità di fermarmi negli States, sentivo che avrei potuto fare carriera e buona ricerca anche in Italia. Così è stato, anche se gli sforzi necessari a emergere furono di gran lunga maggiori di quelli che avrei dovuto fare negli Usa. Non mi riferisco alla quantità di lavoro, ma allo spreco di energie che ci costa la lotta contro stupidi legacci burocratici, penuria di mezzi e mancanza di organizzazione».

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Purtroppo a inizio di quest’anno il professor Lo Coco ci ha lasciati, ricordato da tutta l’Emotologia italiana, come grande uomo di scienza e molto umano e umile, speriamo che come lui molti giovani italiani seguano il suo esempio.

Ad oggi la scoperta del professore salva dal killer  fulminante 9 persone su 10, ha lasciato una grande eredità al mondo.

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