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Anni 60: in Italia l’influenza asiatica dalla Cina. Mercati svuotati e gente allettata – video

Italia, anni ’60: l’influenza asiatica arriva nella penisola dall’estremo oriente e costringe gli italiani a restare allettati. Il tutto ebbe origine alcuni anni prima, quando la pandemia influenzale di origine aviaria, giunse dalla Cina negli anni 1957-60 fece circa due milioni di morti. La prima versione dell’influenza asiatica fu causata dal virus A/Singapore/1/57 H2N2 (influenza di tipo A), isolato per la prima volta in Cina nel 1954. Nello stesso anno, gli scienziati dell’epoca riuscirono a preparare un vaccino che contrbuì efficaciemente a contenere l’epidemia. Ma il virus non si fermò:

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Modena. 1957/ Influenza asiatica: cresce la paura d’essere contagiati

Così come documentato anche da un reportage cui video condividiamo qui sotto, infatti, il virus A/H2N2 fu poco virulento, come diffusione tra uomo-uomo e si manifestò stagionalmente fino al 1968. Più tardi l’H2N2 mutò nel virus A/H3N2, che causò una l’influenza di Hong Kong negli anni 1968-1969. “Wuando Mao starnuta, il mondo si ammala” – si diceva all’epoca. In quel periodo, in Italia, l’Istituto Luce documentò il fenomeno mostrando gente a letto e mercati svuotati:

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Nel 2005 vi fu una diffusione negli USA come H2N2 a seguito dell’invio del virus in provetta in alcuni laboratori, ma non vi fu nessun contagio. Nel 2020 la storia dell’influenza asiatica è tornata nei ricordi degli italiani a causa delle similitudini di diffusione al nuovo Coronavirus, che resta comunque un virus ben diverso. Come ricorda oggi Il portale dell’epidemiologia per la sanità pubblica, “poiché il virus Hong Kong differiva dal suo antecedente dell’Asiatica del 1957 per l’antigene emagglutinina, ma aveva lo stesso antigene neuraminidasi, si pensò che l’impatto variabile nelle diverse regioni fosse imputabile a differenze nell’immunità acquisita nei confronti dell’antigene neuraminidasi”.

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