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Coronavirus: 17,000 presunti morti nel mondo, 1 miliardo di persone chiuse in casa

Una mappa consente di seguire in tempo reale l’evoluzione del numero di casi di coronavirus nel mondo, paese per paese, con dettagli su decessi e recuperi. Al 23 marzo 2020, ammontano ad oltre 16.000 i casi totali di morte nel mondo attribuiti al virus Sars-CoV-2 (ovvero il Covid-19) di cui oltre 6.000 solo in Italia, che ha attualmente il record mondiale di deceduti e doppiato i morti ufficialmente dichiarati dalla Cina (circa 3.000, anche se taluni non si fidano dei dati ufficiali). A questo si aggiunge il numero dei contagi totali, che supera i 370.000 in tutto il mondo. C’è anche da dire che il numero dei morti italiani per Covid-19 è presunto poiché ricco di deceduti che avevano già patologie pregresse e di conseguenza sarà necessario effettuare ulteriori studi ed ulteriori verifiche ad emergenza terminata. Sviluppata da ricercatori americani (Johns Hopkins University), elenca minuto per minuto tutti i casi sospetti e confermati in tutto il pianeta, nonché il numero di morti e cure:

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“L’Europa è attualmente all’epicentro della pandemia di Covid-19”, ha dichiarato Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), venerdì 13 marzo 2020. In effetti, evidenzia Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”,quando l’epidemia iniziò a retrocedere in Cina, la sua fonte di origine, si diffuse nel resto del mondo e in particolare all’interno del continente europeo. Intanto in Italia si fermano le fabbriche:

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Lo ha annunciato il premier Giuseppe Conte in conferenza stampa. Nella lotta al coronavirus il presidente del Consiglio dei ministri italiano ha concordato con i sindacati la chiusura di quasi tutte le fabbriche sull’intero territorio nazionale, escluse quelle alimentari, della sanità e quelle d’importanza strategica per il paese. Rimarranno aperti anche tutti i supermercati, farmacie e parafarmacie, senza restrizioni sui giorni di apertura. Assicurati anche i servizi bancari, postali, assicurativi e finanziari, così come i trasporti e tutte le attività funzionali a quelle essenziali. Per tutto il resto, verrà consentito solo il telelavoro. L’annuncio è arrivato in tarda serata da parte dello stesso Conte e avviene per decreto, il terzo in cinque giorni, giustificato dalla crescita incontrollata del contagio. Le restrizioni, da quanto si apprende, saranno valide fino al 3 aprile. Un’ipotesi di zona rossa limitata al solo Nord Italia è stata giudicata inapplicabile e quindi le misure annunciate da Conte riguarderanno l’intero territorio nazionale. “Rallentiamo il motore produttivo del paese, ma non lo fermiamo. Non è una decisione facile, ma si rende necessaria oggi per poter contenere quanto più possibile la diffusione dell’epidemia” ha detto Conte. “La morte di tanti concittadini è un dolore che ogni volta si rinnova. Quelle che piangiamo non sono semplici numeri, sono storie di famiglie. Ci vuole tempo prima di vedere gli effetti delle misure adottate, ma ci vuole fiducia”. In Francia, semaforo verde per il progetto di legge sull’emergenza sanitaria: la Francia sta vivendo il suo sesto giorno di confino domenica 22 marzo. Durante la notte, i deputati hanno dato il via libera al disegno di legge sullo stato di emergenza, testo che autorizza in particolare il governo a prendere con le ordinanze una serie di misure a sostegno delle aziende. In totale, ammonta a circa un miliardo il numero dei cittadini costretti a restare in casa nel periodo di emergenza sanitaria mondiale.

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