Trovate mascherine e guanti nei fondali marini: disastro ambientale minaccia l’intero pianeta e anche la nostra salute

Purtroppo il tanto temuto fenomeno è stato confermato: i fondali marini stanno subendo l’invasione di guanti e mascherine, come se non bastavano già le tante “varietà” di rifiuti che spesso vengono individuate dagli ambientalisti, gettate da soggetti incivili ed incoscienti:

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Si, incoscienti perché con questi semplici quanto pericolosi gesti non si inquina soltanto il mare ma anche i pesci che spesso finiscono sulle nostre tavole! Mascherine, guanti, frammenti di bicchieri e bottiglie possono inoltre causare lo strozzamento di animali come tartarughe marine, delfini, balene, uccelli, oltre ai pesci. Come più volte ricordato da GloboChannel.com, inoltre, le correnti marine possono sminuzzare facilmente i pezzetti di plastiche provocando il triste e preoccupante fenomeno delle “lacrime di sirena”, ovvero pezzettini quasi microscopici di plastica che vengono scambiati per plancton dagli animali marini. Questi diventano potenzialmente “tossici” e in non pochi casi appartengono anche a specie spesso vendute nelle pescherie e nei supermercati. E’ importantissimi sotto molteplici aspetti, dunque, evitare di gettare in mare una qualsiasi forma di rifiuto, preferendo il conferimento negli appositi contenitori. A tutti chiediamo inoltre di intervenire in caso di avvistamento di rifiuti in mare o sulla spiaggia ed al contempo di sensibilizzare il prossimo. Un esempio di questo triste fenomeno giunge da una Pagina Facebook di ambientalisti francesi:

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https://www.facebook.com/OperationMerPropre/posts/585954648699701

Opération Mer Propre rappresenta soltanto una delle tante organizzazioni che nel mondo stanno tentando (con fatica) di ripulire i fondali marini dalla moltitudine di rifiuti. Attraverso una sola immersione sono state recuperate diverse mascherine e molti guanti in lattice. Un disastro ambientale annunciato che interessa tutti gli oceani e tutti i mari del mondo (senza considerare i potenziali danni anche per la flora e la fauna che frequenta le spiagge). Oltre a controlli e sensibilizzazione costante, sarebbe opportuno promuovere la vendita di mascherine ecologiche riutilizzabili e fatte possibilmente in materiale alternativo alla dannosa e pericolosa plastica.

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