Testato il vaccino Russo contro il Covid-19: Funziona? Quali sono gli effetti collaterali? Ecco tutte le informazioni.

Sulla rivista Lancet, sono stati pubblicati da poco i risultati ottenuti con il vaccino Russo anti-covid19. Il gruppo guidato da Denis Logunov, dell’Istituto nazionale di ricerca epidemiologica Gamaleya di Mosca, sostiene che il vaccino da loro prodotto abbia prodotto una risposta positiva a livello immunitario in tutti i volontari che si erano messi a disposizione per provarlo, cioè 76 soggetti. Tutti sani con un età compresa tra 18 e 60 anni e di sesso maschile. I risultati mostrano che tutti ( quindi il 100%) i partecipanti hanno sviluppato anticorpi contro il coronavirus. I vaccini utilizzati sono di due tipologie diverse e utilizzano due differenti adenovirus: uno del virus del raffreddore, modificato per poter trasportare il gene delle proteina spike che è proprio quella che permette al virus di entrare poi nelle cellule umane e colpirle.

Vi sono comunque effetti collaterali riscontrati, i più comuni: dolore nel punto in cui è
avvenuta l’iniezione, febbre, mal di testa, debolezza, dolori muscolari e alle articolazioni.
Il virologo Carlo Maria Perno, direttore dell’unità di microbiologia dell’ospedale Bambino Gesù di Roma afferma:”è che finalmente sono stati pubblicati su una rivista scientifica i risultati sul vaccino che finora erano stati annunciati solo sui giornali dai politici russi
Per testare un vaccino ci sono due fasi: fase 1: che è quella che serve a testare le tossicità del vaccino stesso, e la fase 2 che aiuta a trovare la dose giusta da somministrare.

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I vaccini sono stati provati su un piccolo numero di volontari sani, giovani e quasi tutti maschi. Pur con questi limiti, i dati sono confortanti e il vaccino sembra promettente – continua Perno – perché si comporta come gli altri vaccini quanto a tossicità, e produce una risposta immunitaria che sembra neutralizzare il virus” continua il dottor Perno “mancano però i risultati della fase 3, quella cioè condotta su migliaia di persone, che serve a verificare anche se rimane contagiato di più chi è stato vaccinato o chi no. I dati di questa fase sono fondamentali, e inoltre andrebbe estesa la casistica di questi primi volontari, osservati solo per un mese e mezzo. Il percorso però sembra iniziato bene

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Un mese fa circa quindi è stato registrato in Russia il vaccino Sputnik V per combattere il Covid-19. Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti” evidenzia che i risultati siano stati pubblicati  su una delle riviste più importanti ed influenti a livello scientifico. Sono stati pubblicati i dati delle prime due fasi di studio sul vaccino, da questo si deduce che il vaccino è efficace per sviluppare anticorpi contro il virus in questione. Ora dobbiamo aspettare la terza fase per capire la durata degli anticorpi all’interno dell’organismo e soprattutto se ci saranno effetti collaterali a lungo termine che al momento non sono rilevati, legati comunque alla tossicità che sembra essere simile a quelli di altri vaccini già testati, ma comunque è presente.

Fonte: sportellodeidiritti.org

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