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Geoingegneria: particelle di alluminio nei cieli a partire dal 2022, lo annuncia la tv nazionale

In Italia la notizia è stata lanciata dal TG2 della RAI a livello nazionale che ha parlato di nuovi orizzonti nel campo della geoingegneria. Un team americano avrebbe infatti ottenuto l’autorizzazione ad un singolare esperimento atmosferico che, almeno ufficialmente, sarebbe finalizzato a contrastare l’aumento della temperatura globale causato dai cambiamenti climatici. In un primo momento verranno irrorati nell’aria vapore acqueo e carbonato di calcio. Poi, nel 2022, passeranno, se il tutto avrà successo, a spruzzare particelle piccolissime di un millesimo di millimetro = nanoparticelle di ossido di alluminio. Si tratta del progetto Scopex (Stratospheric controlled perturbation experiment) cui studi preliminari sono già stati promossi da alcuni ricercatori della Harvard University ed ampiamente illustrati in un documento pubblicato nel corso del 2014. Uno dei suoi promotori, David Keith, è stato anche autore di un libro che affronta l’argomento. Il concetto delle operazioni sperimentali consisterebbe in due distinte fasi:

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La prima fase consisterà di lanciare un pallone. La crescita del pennacchio rallenterebbe drasticamente quando l’energia di scia dell’elica viene dissipata: in assenza di un vigoroso mescolamento da turbolenza stratosferica, il raggio rimane dell’ordine di 100 m, producendo un volume totale di circa 0,03 km3 per tutta la durata dell’esperimento. attraverso il pennacchio per tutta la durata dell’esperimento. Il controllo operativo del carico utile dipenderà principalmente dall’imaging del pennacchio utilizzando la scansione LIDAR che ha un SNR molto alto per la nostra densità di particelle a una distanza inferiore a 10 km. Per assistere le decisioni operative, l’orientamento della posizione del carico utile (dal GPS) sarà integrato con i dati LIDAR per fornire agli operatori una mappa della densità del pennacchio riferita a un orientamento fisso e alla velocità di deriva media. Anche nei casi in cui gli esperimenti non richiedono perturbazioni dell’aerosol, verranno iniettati diversi “sbuffi” di aerosol sulla lunghezza del pennacchio di 1 km che forniranno i rendimenti LIDAR per il monitoraggio della posizione e della forma del pennacchio. Se gli esperimenti iniziali dimostrano che ciò è insufficiente per la navigazione, integreremo la conoscenza della posizione del pennacchio con uno o due galleggianti ad altitudine costante con relè GPS . Dati da sensori scientifici (ad esempio aerosol, H2O, HCl, NO2, ClO, BrO e O3) e l’analisi del gruppo scientifico può essere utilizzata per confermare il volo attraverso il pennacchio e per regolare i profili di volo.Il profilo di volo di base rientrerebbe nel pennacchio in più punti lungo la sua lunghezza per evitare la contaminazione della chimica del pennacchio dovuto al degassamento dal carico utile la pianificazione delle operazioni è la difficoltà di prevedere il comportamento del pennacchio in condizioni realistiche di wind shear e turbolenza. I primi voli si concentreranno sulla convalida quantitativa delle dinamiche del pennacchio e sullo sviluppo della capacità di rientrare nel pennacchio in modo controllato. Un vantaggio di questa architettura di sistema è che non richiede un costoso SPB (US $ 500.000). Consente test ingegneristici per l’implementazione iniziale e l’integrazione a livello di sistema della generazione di particelle, LIDAR, propulsione, misurazioni chimiche e verricello. Tuttavia, è possibile che la velocità prevista di 1 m s − 1 possa essere insufficiente per generare flussi di aspirazione senza pareti per i sensori ClO e BrO:

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Nella fase due, il sistema verrà avviato e sarà consentito di raggiungere l’altitudine di galleggiamento. A causa della sua durata estesa, il sistema sarà autorizzato a rimanere all’altitudine di galleggiamento per un periodo preoperativo, durante il quale osserverà la meteorologia locale. Sulla base di queste osservazioni meteorologiche, il team scientifico selezionerà una massa d’aria per la sperimentazione in base alla sua temperatura.

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Sul web si sono scatenate polemiche basate sulla natura delle nanoparticelle che, essendo piccolissime, potrebbero rivelarsi altamente pericolose per l’organismo, perchè non possono essere filtrate, quindi potranno essere assorbite senza problemi e provocare danni. Tuttavia, l’organizzazione promotrice ha annunciato anche la costituzione di un comitato consultivo “sotto gli auspici del preside dell’ingegneria di Harvard, Frank Doyle, e del vicepresidente per la ricerca di Harvard, Richard McCullough, che lavoreranno come mediatori tra il comitato consultivo e il team di ricerca SCoPEx. Il comitato consultivo fornirà consulenza al preside di ingegneria di Harvard, al vicepresidente per la ricerca di Harvard e al ricercatore principale SCoPEx, Frank Keutsch”. Questo studio dovrebbe avere lo scopo di modificare il clima e migliorare la situazione che noi stessi abbiamo provocato, in modo tale da poter continuare ad utilizzare combustibili fossili e inquinare l’atmosfera provocando gravi danni a livello globale ( come se le particelle di alluminio non possano allo stesso tempo inquinare). La situazione è delicata, ma lo studio ha avuto il via e chissà se non sia già partito. Ecco il video del servizio del TG2:

http://www.tg2.rai.it/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-024469e3-c858-4fec-af7d-3661feb19a9a-tg2.html

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Per approfondimenti:radical-bio.com – sito ufficiale del progetto: https://keith.seas.harvard.edu/publications/stratospheric-controlled-perturbation-experiment-scopex-small-scale-experiment

fonte ricerca:  https://archive.fo/L66eZ

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