I mosaici dell’epoca romana resistono dopo 2000 anni alle acque dell’Eufrate – viaggio nell’antica Zeugma (Turchia)

Pitture paretali e pavimento a mosaico di un’antica abitazione della città di Zeugma (foto embed: wikipedia.org)

Straordinarie scoperte persino nei fondali ed ai bordi del fiume Eufrate dove i reperti archeologici risalenti all’epoca romana riaffiorano persino in ottimo stato di conservazione. Qualcosa di emozionante per i ricercatori, ma anche per i cittadini comuni che non possono fare altro che ammirare lo spettacolo:

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Si tratta soltanto di una delle tante scoperte effettuate in una località di interesse archeologico situata nella città turca di Gaziantep. Proprio in questa zona della Turchia, nell’attuale città di Balkis, si trova un famoso Museo dei Mosaici appartenenti all’antica città di Zeugma, che si dice sia stata fondata – come la vicina Seleucia – da Seleuco I Nicatore, un generale dell’esercito macedone di Alessandro Magno. Ci sono anche 140 m² di affreschi, statue, quattro fontane romane, colonne, steli e sarcofagi, nonché una statua in bronzo del dio della guerra Marte. Quest’ultimo è alto 1,45 m è posto su una colonna alta sei metri in modo che possa essere visto da quasi ogni punto dell’edificio. Riportiamo qui sotto alcuni dei reperti più noti:

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La statua di Marte (https://pbs.twimg.com

Il mosaico che ritrae uno “zingaro”, anche se alcune persone hanno affermato che sarebbe stato Gaia, la Dea Madre. Nel museo Zeugma è stato esposto in un’apposita sala buia, con atroci illuminazioni:

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Un mosaico che mostrerebbe un uomo – Methiokos – innamorato della ragazza Parthenope, che amava l’uomo, ma che aveva fatto voto di mantenere la sua verginità. Fuggì in Italia, dedicandosi al dio del vino Dioniso. Tuttavia, Afrodite non poteva accettare di rifiutare l’amore fisico e la trasformò nella sirena demoniaca (testa di donna, corpo di uccello):

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Altrove si è anche scoperto il mosaico denominato “The drama group”. Questo mosaico dovrebbe rappresentare una scena di una commedia, anche se i partecipanti non sembrano divertirsi particolarmente. L’iscrizione sopra le figure è una parola: synaristôsas (“le donne che fanno colazione insieme”), il titolo di una commedia di Menandro (dovrebbe essere synaristôsai). C’è un mosaico a Mitilene che illustra la stessa opera, e anche uno a Pompei. E’ firmato da Zôsimos in basso, come mostra la vista nell’immagine 8156 (Zôsimos epoiei = Zosimos made):

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Nella Teogonia di Esiodo, Oceano era figlio di Urano (Cielo) e Gea (Terra), marito del Titano Teti e padre di 3.000 spiriti del fiume e 3.000 ninfe oceaniche. Nelle opere di Omero era l’origine degli dei. Come nome comune, la parola ha ricevuto quasi il senso moderno di oceano. Quindi nei dettagli compaiono tutti i tipi di “vita marina”. Il soggetto era popolare, c’è un altro mosaico del nome nello stesso museo. Il mosaico:

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Il secondo mosaico dello stesso tipo:

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Sempre nel museo, è possibile ammirare anche un mosaico che ritrae un personaggio con un dio dell’acqua centrale e due ninfe su entrambi i lati:

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Quello riportato qui sottto, invece, è un mosaico con Zeus che porta via Europa. Dall’Enc. Bretagna: Europa [è] nella mitologia greca, la figlia di Phoenix o di Agenor, re della Fenicia. La bellezza di Europa ha ispirato l’amore di Zeus, che le si è avvicinato sotto forma di un toro bianco e l’ha portata via dalla Fenicia a Creta. Lì diede a Zeus tre figli: re Minosse di Creta, re Rhadamanthus delle isole Cicladi e, secondo alcune leggende, il principe Sarpedonte di Licia. In seguito sposò il re di Creta, che adottò i suoi figli, e fu venerata sotto il nome di Hellotis a Creta, dove si tenne la festa Hellotia in suo onore. Alcuni ipotizzano che nel mosaico sia anche possibile vedere forse Astypalaia (la sorella di Europa che è stata rapita da Poseidone). Sta cavalcando un leopardo marino (pardalokampos). Il mosaico:

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Qui sotto, invece, un mosaico non identificato che molte ulteriori figure che potrebbero rivelare gli usi ed i costumi dell’epoca:

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Qui sotto, un altro mosaico cui significato non è ancora noto ma che si rivela altrettanto affascinante:

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