Il “dinosauro a due teste” scoperto dai paleontologi non è un dinosauro ma un rettile acquatico preistorico

Nel 2021, la foto dei resti fossilizzati di una strana creatura a due teste ha cominciato a far discutere gli utenti Facebook e alcune pagine hanno descritto la scoperta come il sensazionale ritrovamento di un “dinosauro a due teste”. In realtà, la notizia è vera solo per alcuni aspetti:

royalsocietypublishing.org

Il primo aspetto che conferiamo nella nostra ricerca è quello della veridicità della notizia. In un mondo dove le fake news sono praticamente ovunque, è facile poter pensare di essere vittima dell’ennesima bufala diffusa online. In questo caso, non possiamo che confermare l’effettivo ritrovamento dei resti fossilizzati di un animale preistorico provvisto di due teste. Tale definizione è d’obbligo poiché, il secondo aspetto, meno affrontato ma importante, è che quello scoperto non è un “dinosauro” (come erroneamente definito da taluni) ma un rettile acquatico vissuto nella stessa epoca dei più noti dinosauri. Un animale appartenuto ad un’altra specie, separata dagli animali terrestri. Il terzo aspetto, ma non meno importante, è che questa non è una scoperta recente ma risalente a diversi anni fa! Come riportato dalla BBC in un articolo diffuso nell’ormai lontano 2006, infatti, l’animale anormale, appartenente a un gruppo di rettili acquatici, è stato portato alla luce nel nord-est della Cina e risale all’epoca dei dinosauri. L’esemplare rivela che doveva essere molto giovane quando è morto e si è fossilizzato, affermava all’epoca il ricercatore capo Eric Buffetaut. I dettagli del fossile appaiono nella rivista britannica della Royal Society Biology Letters. Questo animale apparteneva all’ordine dei choristodera, rettili estinti che raggiungevano la lunghezza di un metro in età adulta ed erano caratterizzati da un lungo collo – due in questo caso. Un fossile di esemplare tipico:

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Un fossile di Philydrosaurus proseilus con tracce fossilizzate della pelle custodito nella collezione del Beijing Museum of Natural History (Cina).

La colonna vertebrale dell’animale divisa in due nel punto in cui il collo emerge dal corpo. Questo formava due lunghi colli che terminavano in due teschi. I Choristoderans sembra siano stati rettili acquatici comuni durante il periodo Cretaceo (da 144 a 65 milioni di anni fa) in quella che oggi è la Cina nord-orientale. “Per quanto ne so, è l’unico record di un fossile vertebrato che mostra quel tipo di malformazione”, dichiarò a BBC News il dottor Buffetaut, direttore della ricerca presso il Centre National de la Recherche Scientifique (CNRS) di Parigi, Francia. “Si conoscono animali viventi come questo. Ma se si confronta il numero di rettili nati con due teste con il numero totale di rettili nati, è molto piccolo. Quindi le possibilità di trovare un fossile come questo sono estremamente basse”. È noto che l’anomalia si verifica con una certa frequenza nei rettili moderni; in tempi storici sono stati registrati circa 400 casi di serpenti a due teste. Si pensa che ciò possa verificarsi a causa di lesioni a un embrione. L’esemplare proviene da rocce cretacee nella Formazione Yixian della Cina nord-orientale. Ora è conservato al Museo di Shenzhen nel sud della Cina.

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