Le antiche tombe islamiche si raggruppano come galassie

I siti di sepoltura islamici sudanesi sono distribuiti secondo fattori ambientali su larga scala e fattori sociali su piccola scala, creando un modello di distribuzione simile a una galassia, secondo uno studio pubblicato il 7 luglio 2021 sulla rivista ad accesso aperto PLOS ONE di Stefano Costanzo del Università di Napoli “L’Orientale” e colleghi. La regione di Kassala, nel Sudan orientale, ospita una vasta gamma di monumenti funerari, dalle tombe islamiche del moderno popolo Beja agli antichi tumuli funerari vecchi di migliaia di anni. Gli archeologi non si aspettano che questi monumenti siano posizionati casualmente; la loro distribuzione è probabilmente influenzata da fattori geologici e sociali. Svelare i modelli del paesaggio funerario può fornire informazioni sulle antiche pratiche culturali delle persone che le hanno costruite.

In questo studio, Costanzo e colleghi hanno raccolto un set di dati di oltre 10.000 monumenti funerari nella regione, distribuiti su 4000 km2, identificati dal lavoro sul campo e dal telerilevamento utilizzando immagini satellitari. Hanno quindi analizzato la disposizione di questi siti utilizzando un modello di ammasso di Neyman-Scott, originariamente sviluppato per studiare i modelli spaziali di stelle e galassie. Questo modello ha rivelato che, proprio come le stelle si raggruppano attorno a centri di alta gravità, le sepolture nell’ammasso di Kassala a centinaia attorno ai punti centrali “genitori” che probabilmente rappresentano tombe più antiche di importanza.

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Gli autori ipotizzano che la distribuzione su scala più ampia delle tombe sia determinata dall’ambiente, con aree “ad alta gravità” centrate su regioni con paesaggi favorevoli e materiali da costruzione disponibili. La distribuzione su scala ridotta sembra essere un fenomeno sociale, con tombe comunemente costruite vicino a strutture più antiche, che potrebbero includere sepolture familiari recenti o sepolture più antiche di importanza tradizionale. Questa è la prima volta che questo approccio cosmologico è stato applicato all’archeologia, rappresentando un nuovo strumento per rispondere alle domande sulle origini dei siti archeologici. Gli autori aggiungono: “Un team internazionale di archeologi ha scoperto i fattori ambientali e sociali alla base della creazione del monumentale paesaggio funerario del Sudan orientale con una nuova applicazione dell’analisi geospaziale avanzata“.

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Questa ricerca è stata resa possibile grazie al sostegno dei fondi assegnati alla Spedizione Archeologica Italiana nel Sudan Orientale (IAEES) dall’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale“, l’ISMEO — Associazione Internazionale di Studi sul Mediterraneo e l’ Oriente, e il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. La IAEES è anche sostenuta dal governo regionale dello Stato di Kassala, in Sudan. Un ulteriore sostegno finanziario è stato fornito dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca attraverso il progetto ‘Dipartimenti di Eccellenza 2018-2022′ (WP4 — Risorse del Patrimonio Culturale), assegnato al Dipartimento di Scienze della Terra ‘A. Desio’ (Università degli Studi di Milano, Italia). I finanziatori non hanno avuto alcun ruolo nella progettazione dello studio, nella raccolta e nell’analisi dei dati, nella decisione di pubblicare.

Fonte: eurekalert.org

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