L’ape cinese è in Italia: i ritrovamenti anche in Puglia. La specie è considerata invasiva – video

Continua a far discutere l’arrivo di insetti di origine asiatica – e pertanto alloctoni – nella penisola italiana dove, oltre al cosiddetto “calabrone gigante asiatico” (Vespa mandarinia, decisamente più pericoloso delle api) nel meridione d’Italia si segnala anche la presenza della cosiddetta ape cinese:

Parliamo, nello specifico, della Megachile sculpturalis. Conosciuta come ape gigante resinosa, è una specie di ape tagliafoglie appartenente alla famiglia Megachilidae e originaria del continente asiatico ma dagli anni ’90 introdottasi anche tra gli Stati Uniti d’America ed in Canada. Risalgono invece al 2000 i primi avvistamenti in Europa, con un primo ritrovamento italiano avvenuto nel 2009 nel territorio di Verbania (Piemonte) dove, a segnalare la presenza dell’animale, fu un contadino insospettitosi dell’insolito aspetto dell’ape osservata. Nel mese di luglio del 2021, riporta invece VideoAndria.com, si segnala il secondo ritrovamento avvenuto in Puglia, primo nella città di Andria. In ques’ultimo caso, il ritrovamento è stato effettuato nel centro abitato grazie alla segnalazione di una cittadina appassionata di ambiente e natura. Queste api sono insetti che tendono ad aggirarsi nel periodo estivo e a deporre le uova nel legno. Si tratta di insetti considerati una potenziale minaccia per le api autoctone poiché potenziali vettori di patologie virali capaci di uccidere le api italiane. Non si tratta di allarmismo infondato se si considera il precedente fenomeno risalente agli anni ’80 quando un’altra specie asiatica, l’Apis cerana causò la diffusione di varroa e, più recentemente, di Nosema ceranae nella popolazione di insetti autoctoni, con gravi conseguenze sulla biodiversità territoriale:

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Conseguenze che però non devono portare i cittadini ad intervenire con atteggiamenti irresponsabili: gli esemplari di specie “aliene” vanno si segnalati e, quando possibile, catturati e consegnati agli esperti, ma senza l’utilizzo di prodotti chimici potenzialmente dannosi anche per gli insetti tipici del territorio. Quindi, meglio evitare l’uso di insetticidi. Un primo studio in Italia è stato condotto dal Crea, del dipartimento di Scienze veterinarie di Pisa e dell’Istituto superiore Cobianchi di Verbania e pubblicato su Bulletin of Entomology. Un sito che sta raccogliendo gli avvistamenti di varie specie di api è www.beewatching.it. Realizzato in collaborazione proprio con il Crea e l’università di Bologna, il sito web offre la possibilità di segnalazioni mediante mappa interattiva. A tal proposito, riportiamo qui sotto il link ad un interessante filmato diffuso sul web:

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