“Cemento su Göbekli Tepe” tra allarmismo e fake news: cosa sappiamo dei controversi lavori sul celebre sito archeologico

Sul web c’è chi si indigna per la notizia riguardante i lavori su Goblekli Tepe che avrebbero visto anche lo sradicamento di alberi di ulivo e colate di cemento. Tanto quanto basta per consentire ai creatori di video ai blogger di lanciare accuse e critiche nei confronti del governo turco. Tra gli accusatori, non manca chi afferma che tali operazioni sarebbero finalizzate a “nascondere la verità al pubblico”, come se questo celebre sito archeologico non fosse già abbastanza straordinario nella sua realtà oggettiva. Ma quanto valore hanno queste critiche?

“Stanno distruggendo Gobekli Tepe per nascondere le nostre origini”? Verifica dei fatti:

Ciò che sappiamo è che, negli anni scorsi, il Ministero della Cultura e del Turismo turco ha autorizzato lavori di conservazione presso l’antico sito di Göbekli Tepe, ufficialmente per migliorare la fruizione del sito archeologico – da anni oggetto di un notevole flusso turistico – e per tutelarlo. Göbekli Tepe, situato sulla cima di una catena montuosa nella regione sud-orientale dell’Anatolia, è datato ad almeno 12.000 anni fa e ospita il tempio più antico conosciuto (anche se il sito gemello Karahan Tepe potrebbe essere forse più antico), caratterizzato da imponenti pilastri megalitici che pesano tra 40 e 60 tonnellate. Le stele a forma di T, decorate con intricate raffigurazioni di animali come tori, serpenti, volpi e leoni, rappresentano un patrimonio culturale inestimabile. Un post pubblicato sulla pagina Instagram della famiglia proprietaria del terreno, prima dell’inizio degli scavi, ha rivelato che gli ulivi erano stati piantati tra il 2004 e il 2005, in un contesto di espropriazione. Tuttavia, i critici avevano precedentemente riportato che questi alberi erano stati piantati recentemente per ostacolare gli scavi archeologici.

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La vera indignazione è degli archeologi, mortificati per la disinformazione diffusa online:

Secondo l’Agenzia Anadolu, gli alberi vengono ora sradicati con cura e trasferiti alla Direzione Forestale Regionale di Sanliurfa per essere ripiantati in aree designate. Gli alberi che necessitano di riabilitazione vengono rinvasati prima di essere reimpiantati. Tuttavia, il Professor Necmi Karul, archeologo responsabile degli scavi di Göbekli Tepe e Karahantepe, ha sottolineato che questi alberi sono stati piantati negli ultimi decenni a causa delle richieste di risarcimento da parte dei proprietari terrieri per l’espropriazione, e le loro radici hanno iniziato a minacciare le delicate strutture sotterranee del sito. In parole povere, gli interventi sono finalizzati a conservare il sito archeologico – soggetto ad intemperie climatiche nonché al transito numeroso di turisti dopo essere stato sepolto per millenni – e non a danneggiarlo. «È frustrante che, invece di discutere delle nostre straordinarie scoperte, dobbiamo affrontare affermazioni infondate. Queste distrazioni ci fanno perdere tempo prezioso. Speriamo che la gente ignori queste voci e si concentri sullo straordinario patrimonio archeologico di Gobeklitepe», aveva concluso Karul attraverso un intervento a mezzo stampa diffuso nel mese di febbraio del 2025. Un video-approfondimento diffuso online da un’archeologa italiana ridimensiona invece gli allarmismi, spiegando come gli interventi siano in realtà finalizzati a conservare il sito archeologico. Il link al filmato:

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Fonti:

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