Venezia: il leone alato di Piazza San Marco fu costruito in Cina, la conferma dall’analisi scientifica

La recente riscoperta riguardante il famoso leone alato di Piazza San Marco a Venezia ha suscitato un notevole interesse nei media di tutto il mondo. Contrariamente a quanto si pensava, questa iconica statua non sarebbe stata realizzata da artigiani veneziani o italiani, ma potrebbe essere stata importata dalla Cina attraverso la storica Via della Seta, forse grazie al padre e allo zio di Marco Polo:

La riscoperta delle origini:

La notizia, sebbene non nuova, ha riacquistato visibilità dopo la pubblicazione ufficiale sulla rivista Antiquity. Già nel 2024, durante un convegno internazionale di studi su Marco Polo tenutosi all’Università Ca’ Foscari di Venezia, si era parlato delle origini del leone alato. L’idea di approfondire la questione risale al 1990, quando, durante il restauro della statua, furono prelevati campioni della lega bronzea per analisi scientifiche. Le leghe metalliche, come il bronzo, contengono sempre piccole quantità di piombo. Attraverso l’analisi degli isotopi tramite spettrometria di massa, i ricercatori sono riusciti a risalire all’origine geologica del rame utilizzato nella statua, scoprendo che proviene dalla parte bassa del fiume Yangtze, nella Cina orientale. Questo dato ha sollevato interrogativi sulle reali origini della scultura.

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Un leone alato unico:

Il leone alato di Venezia si distingue nettamente dagli altri leoni medievali dell’XI-XIV secolo presenti in Europa. La statua presenta caratteristiche simili a quelle di uno zhènmùshòu, una creatura fantastica tipica dell’arte cinese della dinastia Tang (618-907 d.C.). Questa creatura, guardiana di tombe, ha un muso e una criniera da leone, orecchie appuntite, corna (nella versione veneziana, “tagliate”) e ali spiegate. È probabile che un emissario della Serenissima abbia visto questa statua a Pechino intorno al 1260, forse in frammenti e in attesa di essere rifusa. Potrebbe aver pensato di farsela regalare o di acquistarla a un prezzo contenuto, immaginando che con un intervento relativamente semplice e poco costoso potesse essere trasformata in un colossale simbolo dell’evangelista Marco. La mancanza di documenti ufficiali potrebbe suggerire che l’acquisto sia avvenuto in segreto, senza il permesso del Papa. Questa scoperta non solo arricchisce la storia del leone alato di Venezia, ma offre anche uno spaccato affascinante sulle interazioni culturali tra Oriente e Occidente nel Medioevo. La statua, simbolo di Venezia, si rivela così un testimone silenzioso di un passato complesso e interconnesso, che continua a sorprendere e affascinare storici e visitatori.

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Fonti:

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