
L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) ha recentemente pubblicato una ricerca innovativa che rivela la presenza di ghiaccio sulla superficie di Marte, in particolare a medie latitudini. Questo studio, pubblicato il 3 settembre 2025 sulla rivista Remote Sensing, rappresenta un importante passo avanti nella comprensione della geologia marziana e del comportamento dell’acqua nel Sistema Solare. La ricerca è stata condotta da un team multidisciplinare che include esperti dell’INGV, del DICeM dell’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale, dell’Università d’Annunzio, dell’INAF e della University of Mississippi. Le osservazioni si sono concentrate sull’area di Ismenius Lacus, dove sono stati identificati morfologie compatibili con lingue glaciali superficiali, simili a quelle che si trovano sulla Terra. A differenza dei ghiacciai terrestri, il ghiaccio marziano non è il risultato di precipitazioni nevose, ma sembra derivare dalla parziale fusione del permafrost presente nel sottosuolo. Questo aspetto è cruciale per comprendere le dinamiche climatiche e geologiche di Marte:
Metodologia e osservazioni:
L’uso combinato di immagini ad altissima risoluzione e di uno stereoscopio digitale ha permesso ai ricercatori di osservare in 3D caratteristiche morfologiche che suggeriscono fenomeni di scivolamento di ghiaccio superficiale. Queste caratteristiche, fino ad ora solo ipotizzate, includono:
- Corpi geometrici dalle forme spigolose (SEP)
- Strutture a spina di pesce
- Fratture caratteristiche
- Canali con “falsi meandri”
Queste strutture sono coerenti con lo scivolamento recente di ghiaccio superficiale, contrariamente a quanto precedentemente ritenuto, ovvero che fossero il risultato di processi fluviali fossilizzati. I dati climatici satellitari raccolti durante lo studio confermano la stabilità della fase solida dell’acqua nell’area di Ismenius Lacus per l’intero anno, con una parziale fusione estiva. Queste osservazioni supportano le evidenze dirette di ghiaccio superficiale e suggeriscono che Marte possa avere un ciclo dell’acqua più complesso di quanto precedentemente pensato.
Fonti:
- https://doi.org/10.3390/rs17173072
- https://www.ingv.it/stampa-urp/ufficio-stampa/comunicati-stampa/5802-spazio-nuove-evidenze-di-ghiaccio-superficiale-su-marte
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