Jane Goodall, la celebre scienziata inglese che ha svelato i segreti della vita degli scimpanzé, è morta oggi, mercoledì 1 ottobre 2025, in California all’età di 91 anni. L’annuncio è stato dato dal Jane Goodall Institute, che ha comunicato la notizia attraverso un messaggio su Instagram, specificando che la causa del decesso è stata attribuita a “cause naturali”. In questo articolo, ripercorriamo la straordinaria carriera di Goodall, evidenziando il suo impatto duraturo sulla scienza e sulla conservazione.
Un compleanno speciale e una carriera Illustre:
Nel maggio 2024, Jane Goodall ha festeggiato il suo novantesimo compleanno, ricevendo gli auguri della comunità scientifica globale. La sua carriera è iniziata nel 1960, quando ha avviato i suoi studi sugli scimpanzé nel parco nazionale di Gombe Stream in Tanzania. Questi studi hanno rivoluzionato la comprensione dell’etologia e dell’antropologia, aprendo nuove strade per la ricerca scientifica. Il centro di ricerca che ha fondato è diventato un punto di riferimento per molti studenti europei e statunitensi, formando una nuova generazione di scienziati. Le tv americane la ricordano così:
La ricerca e l’impatto sociale:
Goodall ha dedicato oltre trent’anni alla ricerca primatologica in Africa, mantenendo al contempo un legame con la comunità scientifica britannica. La sua tesi di dottorato, un’opera storica, ha dimostrato come gli scimpanzé possano sviluppare una tolleranza nei confronti degli osservatori umani. Per la prima volta, scimpanzé liberi sono stati seguiti nel loro ambiente naturale, rivelando dinamiche familiari e sociali complesse. Il suo libro “L’ombra dell’uomo” ha avuto un impatto significativo, attirando l’attenzione di antropologi e sociologi. La sua ricerca ha sfidato l’idea che solo gli esseri umani potessero utilizzare strumenti, dimostrando che gli scimpanzé sono capaci di adattare oggetti per soddisfare le loro esigenze.
Fondatrice del Jane Goodall Institute:
Oltre ai suoi contributi scientifici, Jane Goodall ha fondato il Jane Goodall Institute, che promuove un approccio innovativo ai problemi ambientali, specialmente nei paesi in via di sviluppo. Ha lavorato instancabilmente per sensibilizzare le comunità locali sull’importanza della conservazione dei primati e del loro habitat. La sua capacità di connettere la scienza con le esigenze delle popolazioni locali ha rappresentato un modello di intervento che continua a ispirare. Jane Goodall non è stata solo una pioniera nella ricerca sul comportamento animale, ma anche una voce potente per la conservazione e la giustizia sociale. La sua vita e il suo lavoro hanno dimostrato che la scienza può e deve essere al servizio dell’umanità e del pianeta. La sua eredità vivrà attraverso le generazioni future di scienziati e attivisti che continueranno a lottare per un mondo migliore. La scomparsa di Jane Goodall segna la fine di un’era, ma il suo impatto rimarrà indelebile nella storia della scienza e della conservazione.
È nota in tutto il mondo per i suoi studi sugli scimpanzé e per il suo impegno ambientalista. La sua ricerca sulla vita sociale e familiare degli scimpanzé, iniziata nel 1960 al Parco Nazionale di Gombe Stream, in Tanzania, ha portato alla conoscenza questa specie, gli esseri viventi più simili all’uomo. Jane Goodall è la fondatrice dell’Istituto Jane Goodall, per la ricerca, l’educazione e la conservazione, impegnato nello studio e nella tutela delle grandi scimmie antropomorfe. L’Istituto Jane Goodall, nato nel 1977, è presente in 25 Paesi nel mondo, inclusa l’Italia.[1] Jane Goodall è fondatrice anche del Programma di Educazione alla Sostenibilità Roots & Shoots (Radici e Germogli), nato nel 1991 e rivolto in particolare ai giovani, dalle scuole materne all’università, per l’impegno civico nelle proprie comunità.Jane Goodall è una fervente sostenitrice di cause ambientaliste e umanitarie, ed è vegetariana[4]. Per il suo impegno scientifico, politico e sociale, ha ricevuto molte onorificenze, incluse la Medaglia della Tanzania, il prestigioso Premio di Kyoto, la Medaglia Benjamin Franklin per le scienze della vita, e il Premio Gandhi-King per la nonviolenza. Nell’aprile del 2002, Kofi Annan l’ha nominata Messaggero di Pace delle Nazioni Unite. Nel 2011 è stata insignita del titolo di Grande Ufficiale dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana.
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