L’induismo è un termine generico che si riferisce a un ampio spettro di tradizioni religiose e spirituali praticate in India. Queste tradizioni, note come sampradaya, sono unite dal concetto di dharma, un principio di ordine cosmico mantenuto dai devoti attraverso rituali e una vita retta. Fondamentali per l’induismo sono i Veda, i testi sacri che affrontano i principi etici e spirituali della religione.
Etimologia e definizioni:
La parola “indù” è un esonimo, che nasce da un termine usato da culture esterne per riferirsi a un insieme di pratiche religiose. L’induismo è spesso considerato la più antica religione ancora praticata al mondo. Gli indù si riferiscono alla loro religione con diversi termini come Sanātana Dharma, che significa “dharma eterno,” e Vaidika Dharma o Arya Dharma, che sono endonimi storici.
Scritture e filosofia:
L’induismo include una vasta gamma di opinioni e insegnamenti, con testi classificati in due categorie principali:
- Śruti: “udito”, i testi rivelati come i Veda e le Upanishad.
- Smṛti: “ricordato”, testi che includono l’epica come il Mahabharata (che contiene la celebre Bhagavad Gita) e il Ramayana, così come i Purana.
Le sue dottrine affrontano temi chiave come karma (azione e conseguenze), saṃsāra (il ciclo di vita e morte), e i quattro Puruṣārtha, che sono gli scopi della vita umana: dharma (etica), artha (prosperità), kama (desideri) e moksha (liberazione).
Pratiche religiose:
Le pratiche quotidiane degli indù possono variare notevolmente, ma molte comprendono:
- Devozione (bhakti): l’adorazione e la dedizione a una divinità.
- Puja: rituali di culto e offerte.
- Yajna: riti sacrificali.
- Dhyana: meditazione e concentrazione.
- Yoga: pratiche atte a unire corpo, mente e spirito.
L’induismo non ha una struttura dottrinale centrale; molti indù non si identificano con una particolare denominazione, sebbene quattro principali siano riconosciute: Shaivismo, Vaishnavismo, Shaktismo e Smartismo.
Evoluzione storica:
Gli storici collegano l’induismo a una fusione di ortoprassi brahmanica e diverse culture indiane, riconoscendo che non ha un fondatore specifico. Questa sintesi è emersa dopo il periodo vedico, compresa tra il 500 e il 200 a.C., e si è evoluta durante il periodo classico, culminando nella composizione dei poemi epici e dei Purāna. Dopo il declino del Buddhismo in India, l’induismo ha prosperato nel periodo medievale. Con l’influsso della cultura occidentale nel XIX secolo, ha guadagnato notorietà anche in Occidente, visibile nella diffusione dello Yoga e in movimenti come la Meditazione Trascendentale e l’ISKCON.
Distribuzione globale:
L’induismo è la terza religione più grande del mondo, con circa 1,20 miliardi di seguaci, rappresentando circa il 15% della popolazione globale. Gli indù sono principalmente concentrati in India, Nepal, Mauritius, e a Bali, in Indonesia. Significative comunità indù esistono anche nel sud-est asiatico, nei Caraibi, in Medio Oriente, in Nord America, Europa, Oceania e Africa. L’induismo continua a essere una fonte di ricca spiritualità e identità culturale per milioni di persone in tutto il mondo.
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