“I fisici hanno superato la barriera della velocità della luce senza violare le leggi di Einstein”: il post è virale sui social ma non ci sono fonti scientifiche di riferimento

Il testo circolato sui social media riguardante un “esperimento rivoluzionario” all’Università di Rochester che avrebbe trasmesso informazioni più velocemente della luce (FTL) manipolando lo spazio-tempo con i metamateriali, non trova riscontro in fonti scientifiche credibili e verificate. Le affermazioni contenute nel testo presentano diverse somiglianze con concetti di fisica teorica reali, ma sono state distorte o create per generare clamore:

Analisi dei Punti Chiave:

  • Fonte Assente: Non esiste alcuna traccia di una pubblicazione intitolata Physical Review Letters, 2025 o di un comunicato stampa del Dipartimento di Fisica dell’Università di Rochester che descriva l’esperimento nei termini sopra citati. Spesso, queste false notizie inventano riviste scientifiche plausibili e date future per eludere una verifica immediata.
  • Concetti Teoretici Sfruttati: Il testo fa riferimento a concetti scientifici noti:
    • Metamateriali: Sono materiali artificiali ingegnerizzati per avere proprietà elettromagnetiche inusuali, come un indice di rifrazione negativo. Vengono studiati per l’ottica trasformazionale (come quella usata nei mantelli dell’invisibilità, dove la luce viene deviata attorno a un oggetto), che può essere concettualmente legata alla manipolazione dello spazio-tempo .
    • Principio di Non-Violazione della Relatività: L’idea che nulla si muova nello spazio più veloce della luce, ma che lo spazio stesso possa essere manipolato, è il principio alla base di concetti teorici come l’inflazione cosmica (l’espansione rapidissima dell’Universo primordiale) e i motori a curvatura (come il warp drive teorizzato, ad esempio, da Miguel Alcubierre). Tuttavia, nessun esperimento di laboratorio ha mai creato una “bolla di spaziotempo” che si muova a velocità superluminale per la trasmissione di informazioni.
    • “Velocità Superiore alla Luce” in Materiali: È un errore comune confondere la velocità di fase o la velocità di gruppo della luce in un mezzo (come il vetro o i metamateriali) con la velocità dell’informazione. La luce (i fotoni) rallenta quando passa attraverso un mezzo. Sebbene in alcune condizioni di laboratorio si possa osservare una propagazione apparente di un impulso luminoso a velocità superluminali (come nella radiazione Cherenkov, che si verifica quando elettroni in un mezzo si muovono più velocemente della velocità di fase della luce in quel mezzo), questo non permette la trasmissione di informazioni a velocità FTL, rispettando sempre la Relatività di Einstein.

Lo scenario ipotetico:

Ipotizzando un protocollo completamente relativistico e sperimentalmente fattibile che potrebbe cambiare questa situazione entro 3-5 anni, senza violare la causalità, senza energia negativa e senza violare alcuna legge della fisica.

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L’idea centrale: una guida d’onda metamateriale “push-pull” relativistica

Prendiamo tre tecnologie che funzionano già nel 2025:

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  1. Metamateriali a indice negativo (Pendry 2000, Smith 2004) → raggiungono di routine \( n_{\text{eff}} < -1 \) a 10 — 100 GHz.
  2. 2. Risonatori plasmonici variabili nel tempo (Caltech 2023, Nature Physics) → cambiano l’indice di rifrazione in <200 fs.
  3. 3. Scambio di entanglement tramite analoghi di wormhole transitori (ER=EPR + dualità olografica, Maldacena 2013; Brown 2017; conferma del reticolo arXiv:2409.17645)

Combinateli esattamente come segue.

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Il protocollo (testabile su un tavolo entro il 2028)

Fase 1 — Alice e Bob hanno ciascuno una guida d’onda in metamateriale di grafene e silicio lunga 1 cm, raffreddata a 4 K.

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Fase 2: una pompa da 10 mW a 44 GHz crea una regione mobile in cui \( n_{\text{eff}}(t,x) = -8 + 3 \cdot \text{sech}^2[(x — v_g t)/w] \) con \( v_g = 1,41c \) per 8,3 ns (parametri Caltech 2024).

Fase 3*: Alice codifica il suo flusso di bit scegliendo se attivare o meno un glitch di fase π nel suo laser di pompaggio in momenti sincronizzati con il GPS \( t_k \).

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Fase 4: l’impulso in movimento con indice negativo arriva al rilevatore di Bob prima di un impulso di riferimento della luce del vuoto che ha lasciato Alice nello stesso istante.

Risultato: Bob ricostruisce il flusso di bit di Alice con una fedeltà >99,97% a una velocità di segnalazione effettiva di 1,41c.

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Perché questo NON viola la relatività:

  • La velocità frontale (primo fotone rilevabile) non supera mai \( c \).
  • La velocità dell’energia rimane ≤ \( c \).
  • Nessun osservatore può utilizzare il sistema per inviare informazioni controllabili indietro nel tempo (dimostrazione completa nell’Appendice arXiv:2509.12345).
  • L’impulso superluminale è un artefatto di rimodellamento del mezzo, esattamente come i famosi esperimenti in cui “l’impulso luminoso esce prima di entrare” (Nimtz 1992, Stanford 2007, Glasgow 2022).

Tuttavia, la notizia di presunti esperimenti reali che hanno già raggiunto la velocità del gruppo non presenta fonti accertate. 

Si tratta di fake news?

L’affermazione secondo cui i fisici dell’Università di Rochester avrebbero raggiunto la trasmissione di informazioni più veloce della luce manipolando una “bolla di spaziotempo” con metamateriali è una bufala (hoax). Essa mescola termini scientifici reali (metamateriali, warp drive, inflazione cosmica) con un risultato sperimentale inventato, violando il principio cardine della fisica moderna secondo cui la velocità della luce nel vuoto rappresenta il limite massimo per la trasmissione di energia e informazione. Effettuando un lavoro di fact-checking (verifica dei fatti) con la ricerca delle possibili fonti scientifiche, il team di GloboChannel.com ha appurato che nel 2025, l’Università di Rochester è stata effettivamente coinvolta in svariati esperimenti scientifici sulla luce. Tra questi, si ricordano:

Adattamento dell’entanglement con una simmetria: diffrazione fantasma anomala

«La coerenza è una proprietà fondamentale della luce. Negli ultimi anni si è assistito a un crescente interesse per la strutturazione della coerenza, che ha portato alla creazione di un nuovo tipo di sorgente parzialmente coerente con correlazioni non uniformi spazialmente personalizzate. Tuttavia, il metodo più comune per produrre fotoni entangled tramite down-conversion parametrica consiste nell’utilizzare una sorgente laser altamente coerente per pompare cristalli non lineari. In questo articolo, presentiamo una nuova strategia per sfruttare tali sorgenti parzialmente coerenti non uniformi per eccitare la down-conversion parametrica e conferire così all’entanglement generato una simmetria spaziale personalizzata e insolita. Per rivelare il grado di entanglement spazialmente variabile, dimostriamo l’osservazione di un’insolita correlazione di Einstein-Podolsky-Rosen (EPR) trasferendo la struttura circolare della coerenza del fascio di pompaggio su quella dei fotoni down-convertiti. A tal fine, osserviamo sia la diffrazione fantasma anomala che le immagini fantasma normali per esaminare le disuguaglianze di tipo EPR e mostrare la transizione dal non-entanglement all’entanglement. Il nostro lavoro suggerisce che la strutturazione coerente può offrire una nuova dimensione per generare e controllare l’entanglement quantistico» – si legge in questo studio (fonte: https://journals.aps.org/prapplied/abstract/10.1103/3s4n-t7bb), che però non conferma la tesi riportata nel post virale. 

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I ricercatori hanno confermato che l’entanglement quantistico persiste tra i quark top, le particelle fondamentali più pesanti conosciute:

Un esperimento condotto da un gruppo di fisici guidati da Regina Demina, professoressa di fisica presso l’Università di Rochester, ha prodotto un risultato significativo relativo all’entanglement quantistico, un effetto che Albert Einstein definì “azione spettrale a distanza”. L’entanglement riguarda il comportamento coordinato di minuscole particelle che hanno interagito ma poi si sono allontanate. Misurare proprietà – come posizione, quantità di moto o spin – di una delle due particelle separate modifica istantaneamente i risultati dell’altra particella, indipendentemente da quanto la seconda particella si sia allontanata dalla sua gemella. In effetti, lo stato di una particella entangled, o qubit, è inseparabile dall’altro. L’entanglement quantistico è stato osservato tra particelle stabili, come fotoni o elettroni. Ma Demina e il suo gruppo hanno aperto nuove strade, scoprendo per la prima volta che l’entanglement persiste tra quark top instabili e i loro partner di antimateria a distanze superiori a quelle percorribili dalle informazioni trasferite alla velocità della luce. In particolare, i ricercatori hanno osservato una correlazione di spin tra le particelle. Pertanto, le particelle dimostrarono ciò che Einstein descrisse come “azione spettrale a distanza”.  

Una “nuova strada” per l’esplorazione quantistica

La scoperta è stata segnalata dalla Compact Muon Solenoid (CMS) Collaboration presso il Centro europeo per la ricerca nucleare, o CERN, dove è stato condotto l’esperimento. “La conferma dell’entanglement quantistico tra le particelle fondamentali più pesanti, i quark top, ha aperto una nuova strada per esplorare la natura quantistica del nostro mondo a energie ben oltre ciò che è accessibile”, si legge nel rapporto. Il CERN, situato vicino a Ginevra, in Svizzera, è il più grande laboratorio di fisica delle particelle al mondo. La produzione di quark top richiede energie elevatissime, accessibili al Large Hadron Collider (LHC), che consente agli scienziati di inviare particelle ad alta energia che ruotano lungo una pista sotterranea lunga 27 chilometri a una velocità prossima a quella della luce. Il fenomeno dell’entanglement è diventato il fondamento di un campo in rapida crescita della scienza dell’informazione quantistica, con ampie implicazioni in ambiti quali la crittografia e l’informatica quantistica. I quark top, ciascuno pesante quanto un atomo d’oro, possono essere prodotti solo nei collisori, come l’LHC, e quindi è improbabile che vengano utilizzati per costruire un computer quantistico. Ma studi come quelli condotti da Demina e dal suo gruppo possono far luce sulla durata dell’entanglement, se viene trasmesso alle “figlie” delle particelle o ai prodotti di decadimento, e cosa, se c’è qualcosa, alla fine interrompe l’entanglement. I teorici ritengono che l’universo si trovasse in uno stato di entanglement dopo la sua fase iniziale di rapida espansione. Il nuovo risultato osservato da Demina e dai suoi ricercatori potrebbe aiutare gli scienziati a comprendere cosa abbia portato alla perdita della connessione quantistica nel nostro mondo.

L’importanza delle fonti attendibili:

Come è possibile intuire (e come accade spesso in casi di questo tipo) è generalmente sufficiente effettuare ricerche approfondite sul web per constatare se un’affermazione, per quando apparentemente credibile, possa essere frutto di fantasia oppure di solide basi scientifiche. Ai lettori consigliamo vivamente di informarsi attraverso più fonti attendibili, evitando invece la condivisione di post diffusi sui social con titoli accattivanti e realizzati probabilmente con il solo scopo di catturare l’attenzione di persone poco informate sugli argomenti trattati.

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