Perché mettersi le dita del naso aumenta il rischio di demenza in sole 72 ore secondo uno studio scientifico

La malattia di Alzheimer rappresenta una forma di demenza temuta per la sua capacità di distruggere progressivamente le cellule nervose, colpendo in particolare le aree cerebrali responsabili dell’apprendimento e della memoria. Fino a oggi, le cause della neurodegenerazione associata a questa malattia non sono state chiarite, ma recenti ricerche suggeriscono che alcuni patogeni, tra cui batteri, potrebbero avere un ruolo significativo nello sviluppo della malattia:

Le infezioni nel mirino della ricerca:

Un recente studio ha evidenziato che tra i principali fattori di rischio per l’Alzheimer, oltre all’età avanzata e alla predisposizione genetica, ci siano anche alcune infezioni cerebrali. In particolare, il DNA di Chlamydia pneumoniae, un batterio che comunemente causa polmonite, è stato identificato nell’80% dei pazienti affetti da Alzheimer. Questo legame suggerisce che il batterio potrebbe essere coinvolto nello sviluppo delle placche amiloidi, caratteristica distintiva della malattia.

- Prosegue dopo la pubblicità -

- Prosegue dopo la pubblicità - ---- Comunicazione di servizio di GloboChannel.com ---- l'articolo prosegue più sotto ----- ---- Fine comunicazione di servizio di GloboChannel.com ---- l'articolo prosegue qui sotto -----

 

Le dita nel naso e i meccanismi di Infezione:

Gli scienziati avvertono che comportamenti apparentemente innocui, come mettersi le dita nel naso, potrebbero provocare danni alla cavità nasale e aumentare il rischio di contatto diretto tra i batteri e il cervello attraverso i nervi olfattivi. Stando a uno studio pubblicato nel 2022 su Scientific Reports, un’équipe di ricerca dell’Università di Griffith ha dimostrato, in modelli murini, come l’infezione da Chlamydia pneumoniae possa costituire un percorso di invasione del cervello, portando alla formazione di aggregati betamiloidi.

- Prosegue dopo la pubblicità -

La via Olfattiva: un percorso diretto al cervello

Il nervo olfattivo, situato nel naso, è particolarmente vulnerabile, essendo esposto all’aria e offrendo un accesso diretto al cervello, bypassando la barriera ematoencefalica. Ne consegue che il batterio sia in grado di diffondersi rapidamente dal naso sino al cervello, come dimostrato dall’osservazione che nei topi l’infezione può diffondersi in sole 72 ore. Pur essendo i risultati attuali basati su modelli animali, i ricercatori, guidati dal professor James St John, sono già impegnati a pianificare nuovi studi per verificare l’esistenza di questo percorso anche negli umani. «Dobbiamo effettuare studi sugli esseri umani per confermare se il percorso verso il cervello sia simile a quello osservato nei topi», ha affermato il professor St John.

- Prosegue dopo la pubblicità -

Prospettive future nella ricerca sull’Alzheimer:

Nonostante le scoperte attuali offrano spunti promettenti, molte domande rimangono senza risposta. La presenza di Chlamydia pneumoniae nel cervello di numerosi pazienti affetti da Alzheimer è un dato che merita ulteriori indagini. Gli scienziati sono motivati a comprendere come questi batteri possano raggiungere il cervello, un passo fondamentale per sviluppare interventi efficaci.  È essenziale, quindi, continuare a investire nella ricerca e rivolgersi a studi clinici per confermare questi meccanismi nei pazienti umani, al fine di esplorare potenziali strategie preventive e terapeutiche per questa malattia devastante. Di seguito, riportiamo il link diretto alla pubblicazione scientifica di riferimento:

#Alzheimer #naso #dita #studioscientifico #salute #scienza #cervello

- Prosegue dopo la pubblicità -
Se ti è piaciuto questo articolo e non vuoi perderti i nostri aggiornamenti pui seguirci anche su Telegram al seguente indirizzo >https://t.me/globochannel<. E' inoltre possibile seguirci su Facebook cliccando "MI PIACE" e poi "segui" su questa Pagina >www.facebook.com/GloboChanneldotcom<. GloboChannel.com è anche su twitter.com/globochannel1, su instagram.com/globo_channe_ita/ e su linkedin.com/company/globochannel.