Il rinoceronte lanoso (Coelodonta antiquitatis) è una delle specie più affascinanti e imponenti del tardo Pleistocene, che ha popolato vasti territori dell’Eurasia, dai Pirenei fino alla Siberia. Questo mammifero, oltre a essere il secondo erbivoro più grande delle ere glaciali, dopo il mammut lanoso, era ben adattato a un ambiente duro e freddo, alimentandosi principalmente di erbe e licheni. I rinoceronti lanosi raggiungevano altezze di circa 2 metri, lunghezze fino a 5 metri e un peso di circa 3,5 tonnellate. La loro pelliccia folta, insieme a un pelo lungo e spesso, svolgeva un ruolo cruciale nella protezione contro il freddo estremo delle glaciazioni. La parte anteriore della testa era caratterizzata da una forma che si restringeva, adornata da due enormi corna. Uno dei ritrovamenti più significativi di un rinoceronte lanoso si è verificato nel 1929 nel villaggio di Starunia, situato nell’attuale Ucraina, a circa 100 km a sud-est di Leopoli. Quando nel 1907 furono dissotterrati i resti di un rinoceronte e di un mammut, il proprietario della miniera li donò al Museo di Leopoli. Gli abitanti di Cracovia rimasero senza niente. Poiché volevano anche scavare qualcosa per sé, nel 1928 riuscirono a trovare i fondi e ad avviare gli scavi. Quasi due anni dopo, finalmente trovarono un altro rinoceronte. Il 23 ottobre 1929, un esemplare di rinoceronte lanoso quasi intatto fu scoperto nel tunnel, a una profondità di 12,5 metri, in posizione capovolta. L’animale era sdraiato sul dorso. La carcassa presentava lievi danni, il più significativo dei quali era un foro nell’addome da cui erano fuoriusciti i visceri. Questi erano parzialmente conservati all’esterno del corpo. Questo esemplare, una giovane femmina data morta circa 30.000 anni fa, è famoso per il suo eccezionale stato di conservazione:
Gli straordinari ritrovamenti di Starunia:
Infatti, è l’unico al mondo a mantenere organi interni e tessuti molli, fornendo così una preziosa opportunità per studiare la biologia e l’ecologia di questa specie ormai estinta. Durante la spedizione dell’Accademia Polacca delle Scienze, sono stati rinvenuti anche i resti di altri animali, tra cui un toro primitivo, un cavallo, un capriolo ed una volpe. Il suo mantello di pelo rossiccio (a parte qualche ciuffo), gli zoccoli e le corna non si erano conservati. Per estrarre l’esemplare, fu scavato uno speciale pozzo di trasporto, reso possibile grazie all’assistenza dell’esercito polacco. Il rinoceronte fu recuperato il 17 dicembre 1929 e il 22 dicembre fu trasportato a Cracovia, dove si trova ancora oggi ed è esposto al Museo di Storia Naturale. La preparazione finale e la conservazione furono eseguite da Franciszek Kalkus, scultore di formazione e preparatore di professione. La pelle fu rimossa e poi posizionata su un modello preparato del rinoceronte, e lo scheletro fu separato dai muscoli e dalle parti molli, che furono conservati separatamente. Fu anche preparato uno stampo per realizzare calchi in gesso del rinoceronte. Jan Stach fu il direttore scientifico di questo lavoro. L’esemplare imbalsamato con la sua pelle originale, i barattoli con le parti molli, un modello in gesso nella posizione del ritrovamento e i fossili di accompagnamento furono aperti al pubblico presso il Museo Fisiografico dell’Accademia Polacca delle Arti e delle Scienze nel giugno del 1930. Lo scheletro di questo rinoceronte non fu presentato al museo fino al 1948. L’intero processo di scoperta, scavo e preparazione dell’animale fu descritto in numerosi giornali nazionali e internazionali. Durante l’occupazione, le autorità tedesche ordinarono la preparazione di calchi del rinoceronte nella sua posizione naturale (ovvero, in piedi sulle zampe), e il modello risultante fu trasferito al museo Haus der Natur di Salisburgo, in Austria, dove è esposto ancora oggi. Ulteriori calchi furono realizzati negli anni ’80.Questo territorio, dipendente del Museo Statale di Storia Naturale della NAS dell’Ucraina, è molto promettente per nuovi scavi e ricerche. Anche i resti di antichi popoli si possono trovare nella stessa zona. L’esemplare è ora conservato nel Museo di Storia Naturale dell’Istituto di Sistematica ed Evoluzione degli Animali dell’Accademia Polacca delle Scienze, dove è esposto insieme a una pelle imbalsamata e a una ricostruzione dello scheletro elaborata da Jan Stach. La conservazione è stata favorita dai depositi di salamoia e cera minerale (ozocerite) presenti nel sito. Il villaggio di Starunya è un monumento geologico naturale unico. È diventato famoso in tutto il mondo 101 anni fa per i ritrovamenti nella miniera di ozocerite, in particolare la carcassa mummificata di un rinoceronte lanoso, di un mammut e di altri animali giganti estinti da tempo. Su sessanta ettari della riserva si trovano depositi di ozocerite, che hanno imbalsamato naturalmente gli animali. Il rinoceronte lanoso di Starunia non è solo di grande valore scientifico, ma anche culturale: La sagoma dell’animale è stata adottata come logo del Museo, diventando un simbolo di conservazione e studio delle specie estinte. Inoltre, i resti vegetali, gli insetti e piccoli vertebrati rinvenuti insieme al rinoceronte hanno fornito indizi vitali su come fosse l’ambiente e il clima del Pleistocene nelle propaggini dei Carpazi, contribuendo a delineare un quadro più preciso di quel periodo. Dal XVIII secolo, gli scienziati hanno scoperto solo pochi frammenti di rinoceronte lanoso, di solito di dimensioni ridotte. Molti anni dopo, in Russia, un esemplare completo riemerse dal permafrost. Quest’ulteriore scoperta risale al 2021 (come riportato precedentemente anche su GloboChannel.com). L’esemplare di Starunia rappresenta quindi un tesoro scientifico e un’importante fonte di informazione sul passato della Terra e sulle specie che l’hanno abitata. La storia del rinoceronte lanoso continua a suscitare interesse e meraviglia, invitando studiosi e appassionati a esplorare ulteriormente le sue origini e il suo habitat. A tal proposito, riportiamo qui sotto i link ad alcuni video-approfondimenti diffusi sul web:
Per saperne di più: https://journals.agh.edu.pl/geotour/article/download/964/767/2615
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