Nelle prime ore del 16 gennaio 2026, un’imponente frana ha colpito l’area a ridosso dell’abitato di Niscemi, in provincia di Caltanissetta, segnando un grave evento geologico con impatti significativi sulla popolazione e sulle infrastrutture locali. Secondo i rilievi iniziali della Protezione Civile regionale, il movimento franoso si estende su un fronte di circa 1,6 km e copre un’area di circa 1 km². Ma cosa dice la Scienza a riguardo? Ecco la spiegazione dal punto di vista della geologia territoriale:
Frana di Niscemi, la spiegazione scientifica nell’analisi geologica del territorio:
Come ricorda la sezione online “Polaris” del Cnr, la frana si è sviluppata in direzione ovest, verso la valle del fiume Maroglio, interessando un territorio caratterizzato da unità geologiche argilloso-sabbiose già fragili e soggette in passato a fenomeni simili, come frane pregresse e processi di erosione calanchiva. La natura argilloso-sabbiosa del terreno ha favorito lo scivolamento, rendendo particolarmente complessa la situazione. Tra i danni più rilevanti, la strada provinciale 12 è stata gravemente compromessa, con scarpate che si sono sollevate fino a 6-7 metri rispetto al piano originario, rendendo la viabilità impossibile in quel tratto. Inoltre, sono stati segnalati danni alle reti di metano e fibra ottica, compromettendo servizi essenziali per la popolazione. Vista la persistenza del movimento franoso, una decina di abitazioni, con circa 35 residenti, sono state evacuate per precauzione. Le autorità hanno inoltre rilevato numerose e ampie fratture lungo la parte instabile del versante, che richiedono un monitoraggio continuo per prevenire possibili movimenti retrogressivi che potrebbero avvicinarsi pericolosamente all’abitato. Questo evento richiama alla memoria una frana simile che colpì Niscemi il 12 ottobre 1997, quando la parte meridionale del centro abitato fu gravemente danneggiata e circa 400 persone furono evacuate, sottolineando la vulnerabilità storica del territorio a questo tipo di fenomeni.
Aggiornamento del 25 gennaio 2026:
La situazione si è ulteriormente aggravata nella tarda mattinata di domenica 25 gennaio, quando il movimento franoso si è esteso anche alla zona sud del centro abitato, interessando un’area tra il quartiere Sante Croci e la contrada Pirillo. Il fronte della frana ha raggiunto ora una lunghezza complessiva di almeno 3 km, causando l’interruzione della strada provinciale 10. Di conseguenza, circa 100 edifici sono stati evacuati, coinvolgendo circa 1000 persone. Le autorità hanno ribadito l’importanza di non addentrarsi nelle zone a rischio e di rispettare scrupolosamente le disposizioni di sicurezza per evitare ulteriori tragedie. Questa emergenza mette in luce la necessità di interventi strutturali e di una pianificazione urbana attenta ai rischi geologici, per proteggere le comunità e salvaguardare l’ambiente fragile che circonda Niscemi. Nel frattempo, la Protezione Civile e i tecnici continuano a monitorare la situazione con la massima attenzione, lavorando per garantire la sicurezza e la resilienza del territorio.
Fonte: https://polaris.irpi.cnr.it/frana-di-grandi-dimensioni-a-ridosso-dellabitato-di-niscemi-cl/
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