Tumore del pancreas, Aifa approva farmaco capace di ridurre sino al -47% il rischio progressione

L’agenocarcinoma del pancreas metastatico rappresenta una delle forme più aggressive e temibili di cancro, caratterizzata da una diagnosi solitamente tardiva e una prognosi sfavorevole. Recentemente, l’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) ha approvato la rimborsabilità di olaparib, un inibitore della PARP (Poly (ADP-ribose) polymerase), per il trattamento di mantenimento dei pazienti con mutazioni germinali nei geni Brca1/2:

Approfondimento sull’approccio terapeutico:

Olaparib è destinato a pazienti che non hanno mostrato progressione della malattia dopo almeno 16 settimane di trattamento chemioterapico a base di platino in prima linea. Questo approccio innovativo potrebbe cambiare le prospettive terapeutiche per una popolazione correlata che, nel 2024, si stima includerà circa 13.585 nuovi casi di tumore del pancreas in Italia, con circa il 7% di essi portatori della mutazione Brca1/2. Questo rende la scoperta di olaparib particolarmente significativa, poiché il studio Polo ha dimostrato una riduzione del rischio di progressione della malattia del 47% in questa categoria di pazienti.

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I dati dello studio polo:

Il studio Polo, pubblicato nel “New England Journal of Medicine”, ha coinvolto 154 pazienti con adenocarcinoma pancreatico e mutazione nei geni Brca1/2. I risultati sono davvero promettenti: la sopravvivenza libera da progressione ha mostrato un incremento quasi raddoppiato con olaparib, raggiungendo 7,4 mesi rispetto ai 3,8 mesi del placebo. Inoltre, la sopravvivenza a tre anni è risultata del 33,9% per i pazienti trattati con olaparib, contro il 17,8% del gruppo placebo. Questi risultati sono statisticamente significativi e indicano un miglioramento notevole nei trattamenti di mantenimento per il tumore del pancreas. Il tumore del pancreas è rinomato per la sua complessità diagnostica e terapeutica:

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Le sfide del tumore del pancreas:

La maggior parte dei casi viene diagnosticata in fasi avanzate, poiché i sintomi sono spesso manifesti solo quando la malattia è già diffusa. Circa il 20% dei pazienti è diagnosticato in fase iniziale, condizione in cui la chirurgia potrebbe rappresentare una soluzione efficace. Nonostante i progressi nella chemioterapia e nelle terapie di supporto, la prognosi per l’adenocarcinoma pancreatico rimane tra le più gravi tra i tumori solidi. Nel luglio del 2017, AstraZeneca e Merck (conosciuta come MSD al di fuori di Stati Uniti e Canada) hanno annunciato una collaborazione strategica per co-sviluppare e commercializzare olaparib. Questa partnership mira non solo allo sviluppo di olaparib, ma anche di altre potenziali terapie, sia come monoterapie che in combinazione con farmaci PD-L1 e PD-1. Così, il futuro del trattamento dell’adenocarcinoma del pancreas potrebbe rivelare ulteriori progressi e possibilità terapeutiche in grado di migliorare substantivamente la qualità e la durata della vita dei pazienti colpiti. In sintesi, l’approvazione di olaparib rappresenta una nuova speranza per i pazienti affetti da adenocarcinoma del pancreas metastatico, aprendo la strada a opportunità terapeutiche che prima sembravano irraggiungibili.

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