Una ricerca condotta dall’Università di East Anglia (UEA) potrebbe finalmente spiegare perché, anche dopo aver mangiato a sufficienza, tendiamo a cercare il barattolo dei biscotti. Uno studio recente rivela che il cervello umano continua a rispondere agli stimoli alimentari allettanti, nonostante la sazietà:
Un mondo pieno di tentazioni:
In un’epoca caratterizzata da pubblicità incessanti e segni di cibo ad ogni angolo, i ricercatori affermano che i loro risultati gettano nuova luce su come mai molte persone faticano a mantenere un peso sano. Mangiare in assenza di fame rappresenta un fallimento dei meccanismi omeostatici responsabili dell’equilibrio energetico e può essere una causa significativa di obesità. La diffusa presenza di stimoli alimentari nell’ambiente moderno potrebbe giocare un ruolo cruciale in questo fenomeno.
Metodologia dello studio:
Il presente studio ha utilizzato la tecnica di devalutazione selettiva specifica per la sazietà per indagare il comportamento alimentare in assenza di fame all’interno di un compito di apprendimento per rinforzo. Sebbene le performance dei partecipanti nel compito suggerissero che il cibo su cui si erano saziati non avesse più valore per loro, i potenziali eventi legati all’evento (ERP) dopo l’esposizione alle immagini del cibo non erano influenzati dalla devalutazione. Questo suggerisce che gli stimoli alimentari possono fungere da punto d’ingresso per il sovralimentazione in individui altrimenti sani.
Implicazioni e conclusioni:
In conclusione, l’assenza di un effetto della procedura di devalutazione nell’EEG immediatamente dopo la presentazione delle immagini, nonostante chiare evidenze comportamentali e soggettive di devalutazione, solleva la possibilità che il valore motivazionale del cibo non sia ben rappresentato in questa finestra temporale. Se così fosse, l’inibizione del mangiare in presenza di stimoli alimentari potrebbe dipendere da processi diretti agli obiettivi che seguono. È noto che gli stimoli alimentari aumentano la probabilità di mangiare in individui sazi. Anche se gli effetti degli stimoli alimentari sul comportamento sono probabilmente complessi, questo studio propone un ruolo per le risposte apprese agli stimoli. A tal proposito, riportiamo qui sotto il link diretto alla pubblicazione scientifica di riferimento:
- Clicca qui per visualizzare la pubblicazione scientifica: https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0195666325005434
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