I nati dal 1970 al 1985 vivranno meno? Cosa dice veramente lo studio scientifico sull’aspettativa di vita

Uno studio scientifico pubblicato nel 2026 ha rivelato come gli Stati Uniti d’America stiano affrontando una stagnazione prolungata nell’aspettativa di vita. Utilizzando visualizzazioni demografiche e analizzando i principali gruppi di cause di morte, è emerso che le attuali tendenze della mortalità derivano da un intreccio tra dinamiche di coorte e periodiche. La coorte dei nati negli anni ’50 segna un passaggio da un miglioramento generale nelle coorti precedenti a un deterioramento nelle coorti più recenti. Questo modello interagisce con un deterioramento della mortalità a livello generale, iniziato attorno al 2010, che colpisce tutte le coorti adulte.

Incremento della mortalità tra le nuove generazioni

Le coorti nate dopo il 1970 hanno mostrato un aumento della mortalità per malattie cardiovascolari, tumori e cause esterne, rispetto ai loro predecessori. Questo suggerisce che le cattive tendenze di mortalità continueranno man mano che queste generazioni invecchiano. I risultati complessivi indicano che l’assenza di miglioramento della mortalità negli Stati Uniti è dovuta a forze sociali, biologiche e generazionali multilivello. Per illustrare i modelli di coorte, sono stati utilizzati i “Lexis surfaces”, che offrono un metodo intuitivo per identificare tali modelli senza fare affidamento su modelli statistici complicati. La mortalità viene rappresentata con cambiamenti proporzionali, agevolando una comprensione più chiara delle tendenze nel tempo. Nel periodo dal 1979 al 2019, sono stati inclusi dati significativi per analizzare i cambiamenti nella mortalità, escludendo gli anni dal 2020 al 2023 per evitare stime errate dovute alla pandemia di COVID-19. Analisi supplementari hanno mostrato i cambiamenti annuali dal 2019 al 2023 per coorte e gruppi di cause di morte, utilizzando dati provenienti dalle principali fonti statistiche. Le notizie su questo fenomeno hanno suscitato preoccupazione anche al di fuori degli Stati Uniti, soprattutto in Italia, dove l’aspettativa di vita ha toccato un massimo storico di 83,4 anni:

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Confronto con l’Europa e l’Italia:

Secondo i dati di Eurostat, l’aspettativa di vita alla nascita nell’UE ha raggiunto nel 2024 81,7 anni, superando i livelli pre-pandemici. Solo 2 dei 26 paesi analizzati non hanno registrato un incremento rispetto al 2019. Le differenze tra gli Stati Uniti e altre nazioni come il Giappone evidenziano come gli stili di vita, l’accesso alle cure e le politiche sanitarie giochino un ruolo cruciale nel determinare l’aspettativa di vita. Non si tratta di un “effetto pavimento” per cui non si può scendere al di sotto di un certo limite, ma di decisioni politiche e sociali ben precise. Il Rapporto BES 2024 dell’Istat racconta una storia ambivalente: sebbene l’aspettativa di vita in Italia sia ai massimi storici, gli anni vissuti in buona salute sono diminuiti, segnando 58,1 anni. Questo divario sottolinea un dato di fatto scomodo: le vite più lunghe non equivalgono necessariamente a vite più sane. La stagnazione dell’aspettativa di vita negli Stati Uniti mette in evidenza non solo delle criticità interne, ma anche delle opportunità di riflessione per altri paesi. Adattare politiche sanitarie e migliorare gli stili di vita è fondamentale per affrontare le sfide future della salute pubblica. Di seguito, riportiamo le fonti di riferimento:

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Fonti:

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