Una revisione esaustiva di oltre 100 studi pubblicata sulla piattaforma scientifica Carcinogenesis conclude che il consumo di sigarette elettroniche contenenti nicotina è probabilmente associato a un aumento del rischio di tumori polmonari e orali. L’analisi prende in esame ricerche umane, sperimentali su animali e studi di laboratorio sui singoli componenti dei liquidi da svapo, e gli autori descrivono segnali crescenti di cancerogenicità a partire dal 2017. Gli studi inclusi mostrano tre linee principali di evidenza:
Prove convergenti ma dati di popolazione mancanti:
marcatori biologici in soggetti umani che indicano danno al DNA, stress ossidativo e infiammazione; sperimentazioni su topi che documentano la comparsa di tumori polmonari dopo esposizione all’aerosol da svapo; e analisi meccanicistiche in vitro che identificano vie attraverso le quali composti presenti nei liquidi — alcuni dei quali già noti come cancerogeni — danneggiano le cellule. Sono stati inoltre riportati casi clinici di forti consumatori di vaporizzatori affetti da tumori orali aggressivi in assenza dei classici fattori di rischio come il fumo tradizionale o infezioni virali. Non disponiamo ancora di dati a lungo termine a livello di popolazione per quantificare esattamente il rischio, ma i segnali biologici e sperimentali sono sufficientemente robusti da spingere gli scienziati a metterci in guardia: non è prudente concedere il beneficio del dubbio al vaping, come avvenne per il tabacco in passato. Rischi legati all’uso reale: doppio consumo e nuove generazioni esposte
Il vaping è stato spesso presentato come un’alternativa “più sicura” per consegnare nicotina senza il fumo di tabacco. Tuttavia, nella pratica molte persone non passano completamente al vape ma diventano utilizzatori “doppi” (vape + sigaretta), una condizione che alcuni studi suggeriscono essere persino più pericolosa del solo fumo: una ricerca del 2024 ha riscontrato un rischio di tumore polmonare quattro volte maggiore nei soggetti che fumavano e svapavano rispetto ai soli fumatori. Un’altra criticità è l’ingresso nel consumo di nicotina di giovani che non avevano mai fumato:
Implicazioni per salute pubblica e regolamentazione:
una meta-analisi del 2021 indica che chi inizia a svapare ha una probabilità tripla di diventare poi un fumatore regolare. Così, lo svapo può introdurre nuove coorti di persone all’esposizione a miscele chimiche inalate che altrimenti avrebbero evitato. Poiché molte neoplasie richiedono decenni per manifestarsi dopo l’esposizione iniziale, serviranno anni per ottenere dati di sorveglianza a lungo termine. Nel frattempo, gli autori raccomandano di non sottovalutare le evidenze biologiche e sperimentali attuali e auspicano che i nuovi risultati guidino i governi nell’introdurre o rafforzare regolamentazioni sul mercato delle sigarette elettroniche. Considerando i dati clinici, sperimentali e meccanicistici, gli esperti concludono che le sigarette elettroniche a base di nicotina sono probabilmente in grado di causare tumori polmonari e orali. Pur riconoscendo che alcuni fumatori potrebbero trarre beneficio dal passaggio a vaporizzatori come strumento di riduzione del danno, la diffusione dello svapo tra giovani non fumatori e la pratica del doppio consumo rappresentano segnali di allarme: è necessario agire con prudenza e regolamentare con decisione per evitare di ripetere gli errori commessi con il tabacco. Di seguito, riportiamo il link diretto alla pubblicazione scientifica di riferimento:
- Clicca qui per visualizzrae la pubblicazione scientifica online: https://academic.oup.com/carcin/article-abstract/47/1/bgag015/8555982
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