Un astronauta ha perso la parola nello spazio: le ipotesi sulle cause sulla prima evacuazione medica della storia della Nasa

Un improvviso malore, ancora senza una spiegazione chiara, ha interrotto la missione dell’astronauta della NASA Michael (Mike) Fincke sulla Stazione Spaziale Internazionale (ISS), portando alla prima evacuazione medica nella storia dell’agenzia. L’episodio, avvenuto il 7 gennaio mentre Fincke si stava preparando per una passeggiata spaziale, ha riacceso interrogativi sui rischi sanitari delle lunghe permanenze in assenza di gravità. Secondo il racconto dello stesso Fincke, 59 anni e veterano di quattro missioni spaziali, la crisi si è manifestata all’improvviso durante la cena:

L’episodio e la reazione dell’equipaggio:

«È successo tutto all’improvviso. È stato incredibilmente veloce». In quel momento ha perso la capacità di parlare. I compagni di equipaggio si sono subito accorti della situazione e hanno allertato i medici a terra, mettendo in atto le procedure d’emergenza previste a bordo. Secondo la ricostruzione della Nasa, il malore sarebbe durato circa venti minuti e si è risolto senza conseguenze apparenti immediate. Sull’orbita è stato utilizzato l’ecografo di bordo e, una volta rientrato sulla Terra a seguito dell’ammaraggio della navicella Dragon Endeavour di SpaceX, Fincke si è sottoposto a numerosi esami. I medici hanno escluso cause come infarto o soffocamento, ma non sono ancora emerse certezze sulle ragioni dell’episodio. Tra le possibili spiegazioni gli esperti stanno valutando anche effetti legati alla lunga esposizione all’assenza di gravità:

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Ipotesi e indagini in corso:

Fincke aveva trascorso oltre cinque mesi nello spazio al momento dell’evento e, nell’arco della carriera, ha totalizzato 549 giorni in orbita dal suo primo volo nel 2004. La NASA sta analizzando le cartelle cliniche dell’equipaggio per verificare se si siano registrati segnali simili in altri membri, con l’obiettivo di comprendere se vi sia un nesso con gli effetti fisiologici del volo spaziale prolungato. L’incidente ha portato a un rientro anticipato dell’equipaggio della missione Crew-11, segnando la prima evacuazione medica nella storia dell’agenzia. L’episodio solleva nuove domande sulla gestione delle emergenze mediche in orbita e sulla necessità di approfondire gli studi sugli effetti a lungo termine della microgravità sul sistema neurologico e cardiovascolare degli astronauti. Nonostante l’episodio, Fincke ha espresso la speranza di tornare nello spazio: la sua lunga carriera da astronauta, costellata di numerose missioni, non lo ha ancora spinto a chiudere definitivamente con l’orbita. La comunità scientifica e la NASA continueranno le indagini per chiarire l’origine del malore e per migliorare protocolli e strumenti di prevenzione e risposta in missioni future. Video:

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