Aprile 2026, “polvere del Sahara” (che in realtà non è semplice sabbia) colpisce il Mediterraneo: cieli rossi e valore Pm10 elevato tra Cipro, Creta e Turchia – video

Dettaglio dal sistema di monitoraggio climatico satellitare europeo “Copernicus”

Nel mese di aprile del 2026, una massiccia nube di polvere proveniente dal Sahara ha investito l’est dell’area mediterranea, creando paesaggi surreali e criticità per la salute pubblica. L’evento ha interessato in particolare Cipro, la costa turca e alcune isole greche, dove i cieli si sono tinti di un intenso arancione e gli edifici si sono ricoperti di uno strato sottile di sabbia. A Nicosia, capitale di Cipro, venerdì 3 aprile gli edifici sono stati avvolti da una densa coltre di polvere africana: facciate, auto e strade sono apparsi cosparsi di sabbia fine, mentre i residenti hanno indossato mascherine per gli spostamenti in città. Il Dipartimento di Meteorologia aveva previsto il peggioramento della qualità dell’aria e il Dipartimento di Ispezione del Lavoro ha segnalato concentrazioni di particelle ben oltre i limiti normali, spingendo le autorità a dichiarare lo stato di allerta rossa. Le raccomandazioni ufficiali invitano gruppi vulnerabili anziani, persone con patologie respiratorie croniche e bambini a evitare esposizioni all’aperto. È stata disposta la sospensione di lavori esterni e la Protezione Civile ha ordinato che studenti e personale scolastico restino all’interno degli edifici con finestre sigillate, vietando attività all’aperto fino al miglioramento atteso nelle prime ore di sabato. A Antalya, in Turchia, la stessa massa di polvere ha tinto il cielo di un arancione intenso, riducendo la visibilità e peggiorando la qualità dell’aria. Effetti analoghi si sono osservati mercoledì 2 aprile 2026 sull’isola di Creta. Video e fotografie diffuse mostrano una foschia densa che oscura il sole e deposita sottili strati di sabbia su superfici esposte, trasformando il paesaggio in scenari quasi apocalittici. Come riportato dal sistema di monitoraggio del clima satellitare europeo “Copernicus”, nei giorni della tempesta di sabbia, i valori di polveri sottili di tipo Pm10 (particolato potenzialmente pericoloso per la salute) sono notevolmente aumentati. Come i lettori di GloboChannel.com ricorderanno, la cosiddetta “polvere del Sahara” in realtà non è sabbia proveniente dal famoso deserto ma il risultato del viaggio di microfossili di alghe provenienti dai resti di un antico lago africano. Di seguito, i link ad alcuni filmati girati tra Creta, Cipro e Turchia:

La polvere sahariana è ricca di microparticelle che possono irritare occhi e vie respiratorie e aggravare condizioni come l’asma. Per questo motivo le autorità meteorologiche e sanitarie hanno enfatizzato misure precauzionali: uso di mascherine, limitazione degli spostamenti non essenziali e permanenza al chiuso per le persone a rischio. Oltre agli effetti immediati sulla salute umana, la massa di polvere può influenzare ecosistemi terrestri e marini trasportando nutrienti ma anche inquinanti su grandi distanze. Fenomeni di trasporto di polvere dal Sahara verso il Mediterraneo orientale non sono rari; tuttavia, l’intensità di questa ondata ha provocato l’adozione di misure eccezionali per proteggere la popolazione. Vent i forti dal Sahara spingono regolarmente particelle fini verso nord, e il cambiamento climatico potrebbe aumentare la frequenza e l’entità di tali eventi, accentuando la vulnerabilità climatica della regione. L’ondata di polvere sahariana rimette in evidenza i legami atmosferici tra il Sahara e il Mediterraneo e l’importanza di allerta e preparazione per proteggere salute e ambiente durante episodi estremi.  Sullo stesso argomento: 

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Ciò che arriva “dal Sahara” non è semplice sabbia ma polvere di microalghe fossili: ecco da dove arriva veramente, perché e a cosa serve all’ecosistema globale

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Fonte: https://atmosphere.copernicus.eu/

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