Sull’Italia polveri Pm10 che possono raggiungere trachea e bronchi – video monitoraggio satellitare

Fonte: https://atmosphere.copernicus.eu/

Martedì 14 aprile 2026 il Sud Italia è stato interessato da un colpo di coda della tempesta di quella comunemente chiamata “polvere del Sahara” (in realtà frammenti di fossili di microalghe provenienti da altre zone dell’Africa, come riportato in un precedente approfondimento pubblicato su GloboChannel.com): dalle immagini del sistema di monitoraggio satellitare Copernicus si osserva un aumento delle concentrazioni di particolato atmosferico di tipo PM10. Come precisato, le immissioni non sono solo sabbia mineralogica, ma comprendono anche resti di microorganismi fossili trasportati dall’Africa. Il particolato atmosferico, detto anche aerosol quando è sospeso in aria, raggruppa sostanze solide o liquide con dimensioni che vanno da pochi nanometri fino a 100 µm. Le diverse frazioni sono indicate con la sigla PM seguita da un numero che rappresenta il diametro aerodinamico massimo delle particelle considerate. La cosiddetta “frazione toracica” — assimilabile al PM10 — è in grado di raggiungere trachea e bronchi e quindi può avere effetti rilevanti sulle vie respiratorie. Il video:

Impatti sulla salute e necessità di monitoraggio: 

L’aumento di PM10 associato a eventi di polvere desertica può provocare irritazioni delle vie respiratorie, aggravamento di asme e bronchiti croniche e aumentare il rischio di sintomi respiratori soprattutto in persone sensibili (anziani, bambini, soggetti con malattie respiratorie o cardiovascolari). Per questo motivo il fenomeno meteorologico va attentamente monitorato, anche tramite reti di rilevamento terrestri e satellitari come Copernicus, per attivare eventuali allerte e raccomandazioni alla popolazione.

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Raccomandazioni pratiche:

Limitare le attività all’aperto durante i picchi di polveri.
Chi soffre di patologie respiratorie o cardiovascolari dovrebbe seguire le indicazioni del proprio medico e avere a portata di mano i farmaci prescritti. Tenere chiuse finestre e porte nelle ore di maggiore concentrazione di particolato; usare, se possibile, filtri per l’aria domestica. Consultare i bollettini locali sulla qualità dell’aria per aggiornamenti e allerte. Le immagini satellitari e i dati delle reti di monitoraggio restano strumenti fondamentali per valutare l’evoluzione dell’evento e tutelare la salute pubblica.

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Fonte: https://atmosphere.copernicus.eu/

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