Che ci faceva un gattopardo africano (servàlo) nei boschi del milanese? Recuperato dai Carabinieri. Da questa specie nata la razza ibrida di gatto Savannah – video

Non lontano dal capoluogo lombardo, i Carabinieri Forestali, insieme alla Polizia Provinciale della Città Metropolitana di Milano e ai servizi veterinari del territorio, sono intervenuti per mettere in sicurezza l’area e recuperare quello che è stato definito un esemplare di gattopardo africano (o servàlo) molto simile alla razza ibrida del gatto Savannah. Stando a quanto si apprende, l’animale è stato individuato e recuperato nel Parco della Garbatella, a Garbagnate Milanese:

Avviati gli accertamenti sulla provenienza dell’animale:

Trasportato in clinica per le valutazioni sanitarie, il felino — classificato tra gli animali pericolosi — è stato successivamente trasferito in un giardino zoologico. Sono in corso accertamenti per stabilirne la provenienza e chiarire come l’esemplare sia finito in libertà nell’hinterland milanese. Il 7 aprile 1986 nacque un gattino ibrido, in perfetta salute, dall’accoppiamento tra un maschio di serval e una gatta domestica; questo gattino era più grande di un tipico gattino domestico e assomigliava molto al padre nella colorazione del mantello. Tuttavia, sembrava aver ereditato alcune caratteristiche domestiche, come la docilità, dalla madre. I gatti ibridi come questo, noti come savannah, possono avere l’abitudine di seguire il loro proprietario proprio come dei cani, e possono essere buoni nuotatori. In alcune circostanze risulta difficile riconoscere un gatto savannah da un vero e proprio gattopardo africano selvatico, e talvolta è necessario effettuare un esame del dna. Nel corso degli anni, i savannah hanno guadagnato popolarità come animali da compagnia ma evidentemente c’è chi tenta di allevare direttamente il gattopardo africano in casa, attività illegale. Si ricorda che è vietato detenere animali selvatici vivi — anche se nati o allevati in cattività — che possano rappresentare un pericolo per la salute pubblica, l’incolumità delle persone o la biodiversità: le sanzioni previste oscillano tra i 20.000 e i 150.000 euro, oltre alla confisca dell’animale. Link video:

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