Ufo, facciamo chiarezza sui documenti declassificati dal governo americano – video

Ufo fotografati durante la missione Apollo 17 (Nasa)

Nel 2026, il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti d’America ha reso pubblici 161 documenti — tra file, foto e video — tutti riconducibili a segnalazioni di oggetti volanti non identificati (UAP/Ufo). Stando a quanto si apprende, l’operazione rientra nel programma istituito dall’amministrazione Trump, il Presidential Unsealing and Reporting System for UAP Encounters, concepito per aumentare la trasparenza sulle conoscenze governative riguardo ai fenomeni aerei inspiegati. Tra i materiali diffusi vi sono immagini che risalgono a missioni spaziali storiche: foto, in parte già note agli specialisti, provenienti dalle missioni Apollo 12 (1969) e Apollo 17 (1972). Molte delle immagini sono in bianco e nero e accompagnate da comunicazioni ufficiali tra la Nasa e agenzie governative. Nei documenti si trovano anche video registrati dall’esercito americano in teatro operativo — tra cui Iraq, Siria ed Emirati Arabi — nonché testimonianze civili e rapporti d’archivio che risalgono a decenni fa. Un file del 1957, ad esempio, riporta il resoconto di un testimone che descriveva «un grande veicolo circolare» che si sarebbe sollevato dal suolo.

Cosa mostra materiale declassificato:

Tra i materiali pubblicati figura la dichiarazione di un pilota di droni, datata settembre 2023, che racconta di aver osservato «un oggetto lineare con una luce talmente intensa da permettere di distinguere delle fasce all’interno della luce stessa». Altri scatti mostrano piccolissimi puntini nel cielo, oggetti che fino ad oggi non hanno trovato una spiegazione definitiva. Secondo il comunicato del Pentagono, «il popolo americano ha chiesto maggiore trasparenza su questi argomenti, e il presidente Trump sta mantenendo le promesse». Il Dipartimento precisa che, pur essendo stati esaminati per motivi di sicurezza, molti materiali non sono ancora stati sottoposti ad analisi approfondite finalizzate a risolvere eventuali anomalie. La pubblicazione solleva immediatamente questioni sul reale valore informativo del materiale e sul possibile uso politico del dossier. Il tema degli Ufo è tornato al centro del dibattito pubblico negli Stati Uniti negli ultimi anni:

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nel 2022 il Congresso ha organizzato le prime audizioni ufficiali sul tema dopo oltre mezzo secolo, mentre il Dipartimento della Difesa ha più volte ripetuto l’intenzione di fornire maggiore trasparenza. Anche figure politiche di rilievo si sono espresse sulla questione: l’ex presidente Barack Obama ha commentato in passato che «gli alieni sono reali ma io non li ho mai visti», aggiungendo che durante la sua presidenza non era stata rilevata alcuna prova concreta e ironizzando sull’assenza di strutture clandestine nascoste al capo dello Stato. I 161 documenti sono stati resi disponibili dal Pentagono sul portale ufficiale war.gov/UFO; resta però aperto il nodo dell’interpretazione: quanti di questi materiali descrivono fenomeni realmente inspiegati e quanti trovano spiegazioni convenzionali una volta eseguite analisi tecniche approfondite? Esperti di aerospazio e intelligence sottolineano che molte segnalazioni possono dipendere da errori di identificazione, artefatti delle strumentazioni o condizioni atmosferiche, mentre gli osservatori più critici invocano prudenza contro l’uso strumentale delle rivelazioni in vista di scopi politici. La pubblicazione del Pentagono amplia la mole di documentazione pubblica disponibile sugli Ufo, ma non chiude il dibattito: la parola passa ora agli analisti che dovranno esaminare metodo e dati per distinguere tra fenomeni ancora inspiegati e segnalazioni che troveranno spiegazioni convenzionali.

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Fonti:

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