
Secondo lo Space Weather Prediction Center del NOAA, una tempesta geomagnetica di categoria G3 — classificata come «forte» sulla scala G1–G5 — potrebbe interessare la Terra tra il 4 e il 5 giugno 2026. L’allerta si basa sull’analisi di tre espulsioni di massa coronale (CME) originate il 2 giugno dalla regione di macchie solari AR4455. Come si formano le aurore e perché cambiano colore Le aurore boreali si generano quando le particelle cariche emesse dal Sole vengono guidate dal campo magnetico terrestre e interagiscono con gli atomi e le molecole dell’atmosfera. Il caratteristico colore verde, spesso osservato in località come la Lapponia o l’Islanda, è prodotto da atomi di ossigeno che emettono luce a quote relativamente basse (in genere tra i 100 e i 300 km). Quando l’attività solare è particolarmente intensa, le interazioni possono avvenire anche a quote maggiori (circa 400–800 km), dove l’ossigeno molecolare può dare luogo a emissioni rosse, un fenomeno che occasionalmente è stato osservato anche dall’Italia.
Rischi ed effetti previsti Nonostante la classificazione G3, gli esperti sottolineano che non c’è motivo di allarmarsi. Gli effetti possibili includono disturbi temporanei alle reti elettriche e potenziali interferenze nelle operazioni satellitari, ma la probabilità che questi impatti siano gravi appare bassa: gli effetti saranno verosimilmente limitati e di breve durata. La possibilità di osservare aurore alle latitudini italiane rimane incerta. Le previsioni dell’attività geomagnetica sono complesse e dipendono da vari fattori — tra cui la direzione e la struttura del campo magnetico all’interno delle CME — che possono modificare l’impatto al momento dell’arrivo. Se la Terra riceverà un flusso particolarmente orientato verso di noi, le aurore potrebbero spingersi a latitudini più basse; altrimenti il fenomeno resterà confinato più a nord. Come avevamo riportato in un precedente approfondimento, inoltre, le cosiddette “aurore rosse” potrebbero essere legate a fenomeni alternativi a quelli delle tempeste solari. Cosa fare (se si vuole osservare o prepararsi):
- Per chi desidera tentare l’osservazione: scegliere notti limpide e zone con scarsa inquinamento luminoso; seguire aggiornamenti del NOAA e di centri di monitoraggio locali.
- Per infrastrutture sensibili: gli operatori satellitari ed elettrici seguiranno i bollettini di space weather per eventuali misure precauzionali.
- Per il pubblico: nessuna azione particolare è necessaria a scopo di sicurezza personale.
Una tempesta geomagnetica G3 potrebbe interessare la Terra tra il 4 e il 5 giugno 2026 a causa di tre CME provenienti dalla regione AR4455. Gli impatti attesi sono limitati e temporanei, mentre la visibilità di aurore alle latitudini italiane rimane incerta: non resta che attendere gli aggiornamenti degli osservatori solari e sperare di essere fortunati.
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