Come si chiama il fungo commestibile colore indaco-blu che diventa verde

Un esemplare di fungo lactarius (credits: Dan Molter – CC BY-SA 3.0 – source wikipedia.org)

Lactarius indigo, noto comunemente come hongo azul, indigo milk cap o fungo latteo indaco, è un fungo agarico della famiglia Russulaceae caratterizzato da una colorazione blu intensa unica nel suo genere.

Aspetto macromorfologico

- Prosegue dopo la pubblicità -
  • Cappello: 4–15 cm di diametro; inizialmente convesso, poi con depressione centrale fino a forma infundibuliforme negli esemplari maturi. Superficie indaco brillante da giovane, che svanisce in toni azzurro‑grigiastri o argentati con l’età; spesso zonato con bande concentriche e talvolta macchie verdeggianti. Margine ripiegato nei giovani, poi rialzato; giovane è viscidulo.
  • Lamelle: fitte, da adnate a leggermente decorrenti, di colore indaco che schiarisce o vira al verde se danneggiate.
  • Gambo: 2–8 cm × 1–2,5 cm, di colore indaco o grigio‑azzurro, inizialmente compatto poi cavante; talvolta più sottile alla base; anch’esso viscidulo da giovane.
  • Carne e lattice: carne pallida‑blu, dal sapore da mite a leggermente acre, che tende a virare al verde all’esposizione. Il lattice secreto è indaco e, esposto all’aria, assume gradualmente una tinta verdastra; L. indigo solitamente produce meno lattice rispetto ad altri Lactarius.

Varianti morfologiche

- Prosegue dopo la pubblicità - ---- Comunicazione di servizio di GloboChannel.com ---- l'articolo prosegue più sotto ----- ---- Fine comunicazione di servizio di GloboChannel.com ---- l'articolo prosegue qui sotto -----
  • L. indigo var. diminutivus: forma più piccola (cappello 3–7 cm) osservata soprattutto in alcune aree degli Stati Uniti sudorientali.

Caratteristiche microscopiche e chimiche

  • Spore: ellittiche‑subrotonde, 7–9 × 5.5–7.5 μm, con verruche amiloidi e reticolazioni evidenziabili al SEM; impronta sporale crema‑gialla.
  • Basidi: tetrasporici, circa 37–45 × 8–10 μm.
  • Cistidi: pleurocistidi 40–56 × 6.4–8 μm; cheilocistidi abbondanti 40–45.6 × 5.6–7.2 μm.
  • Composizione nutritiva (esempi da campioni messicani): elevato contenuto di umidità e fibra; discreto contenuto proteico; rilevante quota di acidi grassi saturi (stearico).
  • Pigmento blu: dovuto a (7‑isopropenyl‑4‑metilazulen‑1‑il)methyl stearate, un derivato dell’azulene biosintetizzato da un sesquiterpene simile alla matricina; composto caratteristico di questa specie.

Distribuzione, habitat ed ecologia

- Prosegue dopo la pubblicità -
  • Areale: America (diffuso nel Sud ed Est del Nord America, Messico, Centro e Sud America), Asia (Cina, India) e segnalazioni sporadiche in Europa meridionale; frequente lungo la fascia del Golfo degli Stati Uniti, comune in Messico e Guatemala.
  • Habitat: cresce sul terreno in boschi misti e coniferei, spesso in aree alluvionali recentemente sommerse; fruttifica soprattutto nella stagione delle piogge (es. giugno‑settembre in Messico).
  • Ecologia: è un fungo micorrizico ectotrofico che forma ectomicorrize con un ampio spettro di alberi (querce, pini, ontani, Liquidambar, ecc.), migliorando lo scambio di nutrienti tra suolo e pianta.

Tassonomia e cenni storici

- Prosegue dopo la pubblicità -
  • Prima descrizione: Agaricus indigo (1822) da Lewis David de Schweinitz; trasferito al genere Lactarius da Fries nel 1838.
  • Classificazione: riconosciuto come specie tipica di gruppi caratterizzati dal lattice blu; alcuni autori proposti in passato hanno suggerito ricollocazioni tassonomiche non universalmente adottate.

Commestibilità e uso

  • Commestibilità: edule; pareri contrastanti sulla qualità organolettica (da “superiore” a “mediocre”); sapore lievemente amaro o pepato e consistenza granulosa che lo rende più adatto al consumo fresco, affettato sottile; il colore blu svanisce con la cottura.
  • Commercializzazione: venduto nei mercati rurali in Messico, Guatemala e in alcune regioni della Cina; in Messico è raccolto e venduto tra giugno e novembre.
  • Conservazione e preparazione: non si presta bene all’essiccazione a causa della consistenza; può tuttavia conferire colore a marinate se il lattice è abbondante.

Specie simili

- Prosegue dopo la pubblicità -
  • Altri Lactarius con tonalità blu includono L. paradoxus (latex rossastro‑marrone), L. chelidonium (latex giallastro) e L. quieticolor (flesh blu nel cappello, arancio‑rossastro al gambo); L. indigo è distinguibile per il lattice indaco e la colorazione estesa della superficie.

Note finali Lactarius indigo è un fungo facilmente riconoscibile per il suo carattere cromatico e per il lattice blu‑verde; la sua ecologia micorrizica e la diffusione in diverse regioni ne fanno un interessante soggetto sia per la raccolta alimentare locale sia per studi tassonomici e biochimici sul pigmento azulenico caratteristico.

Se ti è piaciuto questo articolo e non vuoi perderti i nostri aggiornamenti pui seguirci anche su Telegram al seguente indirizzo >https://t.me/globochannel<. E' inoltre possibile seguirci su Facebook cliccando "MI PIACE" e poi "segui" su questa Pagina >www.facebook.com/GloboChanneldotcom<. GloboChannel.com è anche su twitter.com/globochannel1, su instagram.com/globo_channe_ita/ e su linkedin.com/company/globochannel.