Nel 2024, un’escursionista turistica è stata criticata dopo aver scalato il bordo di un vulcano attivo in Indonesia, mentre dal cratere fuoriuscivano violente colonne di fumo e materiale vulcanico. Le immagini, diventate virali sui social nel fine settimana, arrivano a soli quattro mesi di distanza da un altro episodio: un gruppo di visitatori era riuscito a salvarsi all’ultimo momento durante un’eruzione avvenuta mentre si trovava nelle vicinanze. In quel caso, i filmati con riprese da drone mostravano persone in fuga lungo il fianco del vulcano, con nubi di gas e cenere potenzialmente velenosi che dominavano la scena e frammenti incandescenti che cadevano a pochi metri. La registrazione riguarda una donna che, secondo quanto riportato, ha raggiunto il bordo del Mount Dukono, situato nella parte settentrionale dell’isola di Halmahera. Nel video si vede l’escursionista salire fino al cratere, posare davanti alla camera e osservare l’enorme nube di cenere esplodere dall’interno, mentre pennacchi di fumo si espandono nell’aria. Prima che la situazione precipiti, la donna viene ripresa anche mentre fa un pollice in su verso chi sta filmando:
pochi istanti dopo, una forte esplosione si verifica alla base del cratere e la scena cambia immediatamente tono, con il timore di un pericolo imminente. Il filmato è stato condiviso sul social X con una didascalia che richiamava un precedente video pubblicato in agosto, accompagnato dalla critica secondo cui “la gente non impara”. Dopo la diffusione online, gli utenti hanno espresso dure critiche verso la scelta della donna, sostenendo che l’atto avrebbe messo a rischio non solo la sua salute, ma anche la sua stessa vita. Alcuni commenti hanno posto l’accento sull’imprevedibilità della direzione dei flussi piroclastici, osservando che anche un cambio di vento avrebbe potuto trasformare l’evento in una tragedia. Altri hanno definito l’azione “pericolosa e sciocca”, sottolineando che tentare di trasformare un’esperienza potenzialmente letale in un contenuto da social non è affatto “impresa” ma imprudenza. Secondo quanto emerso, l’episodio più recente si inserisce in una sequenza di eventi già nota alle cronache locali. In agosto, infatti, diversi escursionisti erano stati costretti a scendere rapidamente per mettersi al riparo: un gruppo si era salvato dopo essere sfiorato da un frammento lanciato dal vulcano e da una nube di fumo estesa per oltre 600 metri. Le riprese, attribuite a un osservatore che aveva documentato l’eruzione il 17 agosto, raccontano anche che l’attività era talmente intensa da “gettare fuori dal cratere” materiale vulcanico, rendendo la zona circostante estremamente instabile.
Le indicazioni che accompagnano questi episodi sono chiare: prima di avvicinarsi a un vulcano, è fondamentale valutare la direzione e la forza del vento, la potenza dell’eruzione e le condizioni del momento, senza “forzare” la salita quando la situazione non lo consente. In sintesi, arrivare in cima può essere un extra: tornare a casa in sicurezza è l’obiettivo principale. Il Mount Dukono è considerato un vulcano attivo e, secondo le informazioni disponibili, erutta in modo continuo dal 1933: proprio per questo, ogni visita richiede prudenza estrema e attenzione costante ai segnali di rischio. (fonte: https://www.dailymail.com).
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