Il prezzo di partenza di un vero scheletro di t-rex messo all’asta

Un rarissimo scheletro di Tyrannosaurus rex, soprannominato “Gus”, scoperto su un ranch nel ranching occidentale del South Dakota, sarà messo all’asta a New York City. Secondo quanto comunicato da Sotheby’s, l’esemplare potrebbe raggiungere un prezzo di vendita stimato fino a 30 milioni di dollari o anche oltre, con un’offerta minima in apertura fissata a 19 milioni. Lunga 38 piedi (circa 12 metri) e alta oltre 12 piedi (circa 3,6 metri), “Gus” si distingue per la sua eccezionale completezza: la struttura include una delle percentuali più alte di ossa documentate per un T. rex. Il fossile, datato al tardo Cretaceo, è associato a un’epoca in cui i dinosauri erano ancora dominanti sulla Terra, circa 67 milioni di anni fa.

La scoperta nel cuore della Hell Creek Formation

Il sito della scoperta si trova nella celebre Hell Creek Formation, una formazione geologica del nord-ovest del South Dakota e di aree limitrofe tra Montana, North Dakota e Wyoming. Si tratta di una regione nota per l’alta frequenza di ritrovamenti paleontologici di grandi dinosauri. Tra i casi più celebri della zona c’è “Sue”, il T. rex scoperto nel 1990, diventato poi un punto di riferimento per lo studio scientifico e oggi conservato al Field Museum di Chicago. Dopo complesse dispute legali legate alla proprietà del fossile, “Sue” venne venduto nel 1997 per 8,3 milioni di dollari. Nel caso di “Gus”, la storia inizia nel 2021: la prima parte del reperto, un metatarso del piede, era visibile fuori dal terreno in una proprietà nella contea di Harding appartenente a Gary e Dana Licking. A effettuare l’intervento sul campo è stata Theropoda Expeditions, azienda texana specializzata in scavi commerciali, preparazione e montaggio di fossili di dinosauri.

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Un fossile quasi “completo” e segnato dalla storia

Lo scheletro destinato alla vendita è montato in una posa “predatoria” sostenuta da supporti metallici e regolata sopra una grande base d’acciaio. Il cranio misura 54 pollici (circa 137 cm) ed è presente in larga misura: secondo Sotheby’s, “Gus” conserva l’82% delle ossa potenzialmente disponibili per questa parte dello scheletro. Oltre alla completezza, il fossile mostra tracce di vita “tra i mostri”: sul cranio sarebbero visibili segni di un morso da parte di un altro T. rex. Inoltre, altre lesioni e fratture con aree di guarigione suggeriscono che l’animale abbia subito traumi in momenti diversi della sua esistenza.

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Numeri che raccontano l’eccezionalità

Il reperto è composto da 183 elementi ossei, equivalenti al 61% delle ossa possibili dell’intero corpo e pari a circa il 75–80% della massa ossea originale per peso. In parallelo, “Sue” (quasi il riferimento assoluto per completezza e dimensioni) è lunga circa 40 piedi ed alta 13 piedi, considerata tra le più grandi e complete mai scoperte, con un livello di conservazione intorno al 90% della massa ossea possibile. Secondo i contenuti video diffusi da Sotheby’s, la preparazione del fossile ha richiesto tempi lunghi e articolati: tre anni per l’estrazione e altri due anni per la preparazione e il montaggio. Cassandra Hatton, responsabile mondiale della divisione Science & Natural History di Sotheby’s, ha definito questo progetto il più “a lungo termine” nella storia dell’azienda, spiegando che dalla scoperta delle prime ossa si è lavorato con visite continue in South Dakota per seguire l’intero processo. Link video:

Il nome “Gus” e la vicenda familiare

Il nome “Gus” deriva dal soprannome del rancher Gary Licking. Gary Licking è morto nel febbraio 2022 all’età di 67 anni, quando non era ancora stata conosciuta l’intera estensione dello scheletro completo. Gary e Dana Licking si sono sposati nel 1983 e vivevano nel ranch di famiglia, a circa 11 miglia a ovest di Buffalo. In un video diffuso da Sotheby’s, Dana Licking ha espresso gratitudine verso i paleontologi e ha sottolineato che il ritrovamento, in assenza di intervento, avrebbe potuto andare perduto senza permettere nuove conoscenze scientifiche. Secondo Thomas Heitkamp, presidente di Theropoda Expeditions, il team ha lavorato con presenza sul posto per lunghi periodi: ciascun anno, i membri avrebbero trascorso cinque mesi nella proprietà dei Licking. Il lavoro includeva una griglia di scavo estesa fino a 70 piedi in varie direzioni, con la rimozione di quasi 1.000 reperti. Nel video, Heitkamp ha anche evidenziato un punto centrale: ciò che si trova nelle colline è ciò che esiste e “trovare” il fossile sarebbe essenziale per preservarlo, perché il materiale, essendo rimasto per moltissimo tempo nella roccia, “non ha interesse” a farsi estrarre facilmente. L’elevato valore stimato di “Gus” è legato alla sua rarità, alla qualità della conservazione e al peso della completezza per un T. rex. Nel merito specifico della valutazione, Hatton avrebbe spiegato le ragioni anche in un’intervista recente a Reuters. Con l’asta fissata per martedì a New York e un possibile prezzo di vendita che potrebbe superare i 30 milioni di dollari, “Gus” si prepara a diventare uno dei protagonisti assoluti della stagione delle grandi aste scientifiche e naturalistiche.

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