14 luglio, Giornata Mondiale degli squali: l’iniziativa nel Golfo di Trieste

In occasione della Giornata Mondiale degli squali, arriva dal Golfo di Trieste un segnale concreto: proteggere grandi pesci cartilaginei non significa fermare le attività umane, ma trovare strumenti nuovi per ridurre gli attriti e rendere la convivenza possibile. La sfida, in questo caso, riguarda la mitilicoltura e, in particolare, l’aumento dei danni causati dalla predazione sui mitili allevati.

Il problema: predazione sulla mitilicoltura e specie in forte declino

Negli ultimi anni, i mitilicoltori di Grignano hanno segnalato una crescita delle perdite dovute all’attività predatoria della vaccarella di mare, Aetomylaeus bovinus. Una delle specie di razze più rare del Mediterraneo, la vaccarella è classificata in pericolo critico di estinzione dall’IUCN. Durante la ricerca del cibo, anche in gruppi numerosi, questi animali si alimentano sui mitili allevati, con conseguenze economiche rilevanti per le aziende. Le segnalazioni degli allevatori sono state poi rafforzate da monitoraggi scientifici. Le attività dell’Area Marina Protetta di Miramare del WWF hanno confermato la presenza stagionale di aggregazioni significative della specie, con gruppi di oltre quaranta individui osservati nell’area. In questo quadro, gli avvistamenti raccolti negli anni grazie a iniziative di citizen science collegate a LIFE EUSharks hanno contribuito a rendere il Golfo di Trieste uno dei siti più importanti del Mediterraneo per lo studio e la conservazione della vaccarella.

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Il progetto: sperimentare deterrenti magnetici senza danneggiare gli animali

Per rispondere alla necessità di conciliare conservazione e attività produttive, ricercatori dell’Università Politecnica delle Marche e dell’Università di Padova—nell’ambito del progetto LIFE PROMETHEUS, di cui il WWF è partner—hanno lavorato con la Cooperativa Shoreline e con l’AMP Miramare per testare sul campo una soluzione innovativa. L’azione prevista consiste nell’installazione di un sistema di deterrenti magnetici sulle reste, cioè le reti tubolari utilizzate per coltivare i mitili. Il sistema è stato progettato per ridurre le interazioni tra grandi pesci cartilaginei e le attività umane, senza arrecare danno agli animali. L’obiettivo non è “spostare” la biodiversità, ma verificare se una tecnologia non invasiva possa limitare la predazione, preservando al tempo stesso qualità e crescita del prodotto allevato. Nei prossimi giorni e settimane la sperimentazione sarà monitorata per valutare l’efficacia del sistema e capire se questo approccio possa essere adottato anche in altri contesti del Mediterraneo in cui si presentino situazioni simili.

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Verso soluzioni replicabili: il ruolo di LIFE PROMETHEUS nel Mediterraneo

Quella di Trieste non è un’esperienza isolata, ma parte di un lavoro più ampio di replicazione di metodi e tecnologie sviluppati in ambito LIFE PROMETHEUS. Il progetto promuove, in vari paesi del Mediterraneo, l’impiego di deterrenti magnetici ed elettrici per ridurre catture accidentali di squali e razze in diversi sistemi di pesca, come palangari e reti da posta. Parallelamente, LIFE PROMETHEUS sostiene codici di condotta per un’osservazione subacquea responsabile nelle aree di aggregazione degli elasmobranchi, rafforzando l’attenzione su buone pratiche e tutela dell’ambiente. Tra le specie coinvolte dalle iniziative di conservazione figurano anche lo squalo mako (Isurus oxyrinchus) e la verdesca (Prionace glauca), oltre alla vaccarella.

Un messaggio chiave: innovazione, ecosistemi e responsabilità collettiva

In un mare in cui squali e razze possano riconquistare gradualmente il proprio ruolo ecologico, diventa fondamentale creare condizioni che ne favoriscano il recupero. In questo scenario—ancora più delicato alla luce del cambiamento climatico—Trieste mostra come la ricerca scientifica possa trasformarsi in risposte operative a problemi reali, sostenendo al contempo economia locale e biodiversità. La Giornata Mondiale degli squali è anche l’occasione per ribadire l’importanza di un Piano d’Azione Nazionale per gli Elasmobranchi, promosso dal MASE e dal MASAF. Un quadro del genere è considerato necessario per mettere a sistema conoscenze scientifiche, strumenti di conservazione e approcci gestionali già sviluppati negli anni. Il Mediterraneo ospita circa 80 specie di elasmobranchi e oltre il 60% di quelle valutate dall’IUCN risulta minacciata di estinzione. Per questo, l’adozione di misure coordinate per conservazione e gestione è urgente. WWF sottolinea da tempo che servono azioni su habitat critici, riduzione delle catture accidentali, miglioramento della gestione della pesca e potenziamento del monitoraggio delle popolazioni. Le evidenze accumulate dalla ricerca e dai progetti di conservazione nei mari italiani costituiscono una base solida per definire una strategia nazionale condivisa. Il caso della vaccarella nel Golfo di Trieste, in particolare, dimostra che la sfida non è scegliere tra tutela della natura e attività produttive: la strada giusta è investire in conoscenza e innovazione per costruire soluzioni efficaci, capaci di far prosperare insieme persone e biodiversità.

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Fonte: https://www.wwf.it/pandanews/animali/14-luglio-giornata-mondiale-squali/

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#ambiente #animali #squali #italia

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