Un orso nero è morto dopo essere salito su un palo della corrente elettrica in una zona rurale del New Mexico (negli Stati Uniti d’America), in un tragico incidente avvenuto lunedì 20 luglio 2026. La scena, impressionante e in parte ripresa da alcuni testimoni, si è consumata nel distretto di Union County:
l’animale era rimasto sul traliccio a circa 22 metri di altezza, con cavi ad alta tensione — da 7.200 volt — a pochi centimetri dalle zampe. Secondo quanto ricostruito dalle testimonianze raccolte dai media locali e nazionali, Shannon Mullens stava viaggiando in auto con la famiglia quando ha notato il bear in cima al palo. “All’inizio pensavamo fosse morto”, ha dichiarato Mullens, per poi accorgersi che era ancora vivo. La donna ha filmato la scena mentre il fidanzato contattava le autorità competenti. I soccorsi, però, si sono rivelati complicati: gli operatori avrebbero invitato a lasciare l’orso indisturbato, spiegando di non poter fare immediatamente molto sul posto. L’intervento sarebbe stato limitato a tentativi di far scendere l’animale o, in casi eccezionali, a operazioni di sedazione, qualora fosse caduto. Nel frattempo, l’orso appariva in evidente difficoltà: ansimava e faticava a posizionare correttamente zampe e arti sul palo, in un contesto già pericoloso per via dei cavi elettrici.
Il problema è esploso prima dell’arrivo dei soccorritori. Quando le autorità avrebbero tentato di raggiungere la zona, l’animale è stato colpito dalla corrente: poco dopo la morte, il suo corpo è stato trovato riverso sulla strada. Un funzionario del New Mexico Department of Wildlife Fish and Game, secondo quanto riportato, ha poi provveduto alla rimozione della carcassa. La morte dell’orso ha colpito profondamente la testimone. Mullens ha raccontato di essersi sentita “impotente” e di non riuscire a togliersi l’immagine dalla mente neppure dopo essere rientrata a casa. Anche altri automobilisti e motociclisti, nelle ore successive, hanno segnalato la presenza dell’animale in difficoltà. Tra questi Robin Dawson, che ha dichiarato di aver udito l’ansimare a distanza: secondo quanto riferito, l’orso sembrava “vivo ma in distress”. Dawson avrebbe chiamato il 911 per chiedere assistenza e, dopo circa trenta minuti di attesa, avrebbe richiamato. Alla seconda chiamata gli sarebbe stato riferito che le autorità competenti non sarebbero intervenute direttamente sul posto e che l’animale sarebbe sceso da solo quando avesse “deciso” di farlo. Successivamente, Dawson ha contattato la divisione Raton del Dipartimento per la fauna selvatica del New Mexico, ottenendo conferma del decesso per folgorazione mentre cercava di scendere dal palo.
Il dipartimento ha spiegato anche le ragioni dei tempi lunghi d’intervento: a causa della remoteness del luogo, l’ufficiale di conservazione più vicino avrebbe dovuto percorrere circa 80 miglia, mentre la località dell’incidente risultava distante da centri abitati di riferimento anche oltre i 40 miglia. Nel frattempo, la centrale avrebbe comunque inoltrato la segnalazione alla compagnia elettrica, ricevendo un numero considerevole di chiamate, circa venti, da parte dei cittadini. Secondo la ricostruzione ufficiale, l’orso avrebbe probabilmente reagito a qualcosa che percepiva come una minaccia, spingendosi a salire sul palo. L’animale sarebbe rimasto sulla sommità per circa un’ora e mezza, fino al momento in cui, tentando di muoversi e scendere, è finito nella condizione fatale a contatto con i cavi. Il Dipartimento ha inoltre sottolineato che il pubblico era stato invitato a non avvicinarsi. Nonostante ciò, alcune persone avrebbero continuato a fermarsi accanto al palo per filmare e fotografare l’orso, contribuendo — almeno in parte — a prolungare la permanenza dell’animale in alto. L’episodio riaccende il tema di quanto sia rischioso interferire con animali selvatici in situazioni critiche e di quanto, in aree remote, possano diventare determinanti anche i tempi di coordinamento tra autorità e gestori dell’energia.









