Agosto, si sa, è il mese in cui la volta celeste cambia ritmo: il caldo lascia spazio alle ore serali più lunghe, le notti diventano via via più stabili e l’aria ci regala una trasparenza ideale per guardare in alto. Ma quello del 2026 non sarà “solo” il mese delle Perseidi: secondo le effemeridi e gli eventi dell’anno, il cielo di agosto ci offrirà una sequenza di appuntamenti particolarmente ricchi, perfetti anche per chi osserva senza strumenti professionali. Tra congiunzioni ravvicinate, incontri suggestivi tra Luna e pianeti, eclissi e una notte di San Lorenzo con condizioni eccezionali, la sensazione sarà una sola: alzare gli occhi sarà quasi inevitabile. Nello specifico:
I protagonisti del mese: Sole e Luna
Il Sole attraversa la costellazione del Cancro fino all’11 agosto, quando passa nel Leone. L’andamento delle ore di luce è un promemoria naturale del cambio di stagione: dal primo al trentuno agosto il giorno diminuisce di circa 1 ora e 15 minuti, con alba e tramonto che slittano gradualmente (si parte da sorgere alle 06:04 il 1 agosto, fino a 06:35 il 31; e il tramonto scende da 20:29 a 19:46). La Luna, invece, scandisce l’osservazione con fasi ben distribuite nel mese. Il 10 agosto raggiunge il perigeo (distanza minima dalla Terra: 363.285 km) e il 22 l’apogeo (massima: 404.644 km). Quanto alle fasi: Ultimo Quarto il 6, Luna Nuova il 12, Primo Quarto il 20, Luna Piena il 28. Questi passaggi sono importanti perché influenzano direttamente quanto la luce lunare “disturba” la vista di stelle e meteore.
Un mese perfetto anche per le Perseidi: date e condizioni ideali
Come ogni anno, l’evento clou resta lo sciame delle Perseidi, residui della disintegrazione progressiva della cometa Swift-Tuttle. Le meteore si formano quando piccole particelle colpiscono ad altissima velocità l’atmosfera terrestre, creando scie luminose. Il nome “Perseidi” deriva dal radiante: il punto della volta celeste da cui sembrano provenire le meteore, situato nella costellazione del Perseo. L’appellativo “Lacrime di San Lorenzo” ha invece una spiegazione storica: nel XIX secolo il picco cadeva intorno al 10 agosto (giorno del santo). Oggi, però, grazie alla precessione degli equinozi, il massimo si è spostato di circa due giorni. Nel 2026, il maggior numero di meteore è atteso a partire dalla notte del 12 agosto, dal tramonto fino alle prime luci dell’alba del 13: in particolare, quando il radiante sarà alto nel cielo oltre i 60 gradi, la probabilità di “inquadrare” più scie aumenta sensibilmente. E la nota migliore per chi vuole una serata davvero riuscita: proprio il 12 agosto la Luna sarà in fase di Nuova. Tradotto in pratica, significa una nottata praticamente priva di luce lunare—un vantaggio enorme per vedere meteore più deboli e aumentare la resa “al primo sguardo”.
Le congiunzioni di agosto: quando Luna e pianeti si incontrano
Agosto 2026 non si limita allo sciame: propone anche una serie di congiunzioni lunari, alcune nelle prime ore del mattino e altre in serata. Gli incontri indicati sono:
4 agosto – Luna e Saturno (Luna calante in levata verso Est, in direzione dei Pesci)
9 agosto – Luna e Marte (poco prima dell’alba: falce calante e Marte in compagnia verso il Toro)
11 agosto – Luna, Mercurio e Giove (prima del sorgere del Sole: è un appuntamento impegnativo, ma suggestivo)
16 agosto – Luna e Venere (una delle più “comode”: sera del 16 con falce crescente che tramonta affiancata da Venere, verso la Vergine)
30 agosto – Luna e Saturno (di nuovo verso i Pesci, con orari leggermente più accessibili)
Queste congiunzioni sono particolarmente interessanti perché permettono di “fare pratica” di riconoscimento del cielo: in molti casi basta sapere dove guardare (Est o Ovest, mattina o sera) e seguire la Luna come riferimento.
I pianeti nel mese: cosa si vede e quando
Il mese offre anche una buona varietà di pianeti, con condizioni diverse a seconda dell’ora della notte.
Mercurio: nelle prime giornate del mese è favorito per essere scorto prima dell’alba verso Est. Il punto di massima elongazione mattutina arriva il 2 agosto, con separazione dal Sole di circa 19° 28’. Nei giorni seguenti migliora l’anticipo nella levata: il 5 agosto compare fino a 1 ora e 32 minuti prima del Sole.
Attenzione: con strumenti ottici non puntare mai verso il Sole senza filtri adeguati.
Venere: resta ben identificabile subito dopo il tramonto, ma la finestra utile si riduce di circa trenta minuti nell’arco del mese. Verso fine agosto sarà sempre più basso vicino all’orizzonte occidentale, nel crepuscolo. In avvio di mese Venere lascia il Leone per entrare nella Vergine fino a chiudere l’intero periodo vicino a Spica.
Marte: la visibilità resta molto simile per tutto il mese. Sale nel cielo durante la seconda metà della notte, restando riconoscibile prima dell’alba. Il 12 agosto lascia il Toro per entrare nei Gemelli.
Giove: è meno osservabile dopo la congiunzione solare di fine luglio, perché vicino al Sole nel cielo diurno. Poi torna gradualmente visibile nelle ore che precedono l’alba, molto basso verso Est. Per tutto il mese resta nel Cancro e resta particolarmente interessante anche per chi vuole abbinare l’osservazione ai satelliti galileiani (Io, Europa, Ganimede, Callisto), che appaiono come piccoli punti bianchi “in danza” attorno al pianeta.
Saturno: finalmente guadagna spazio nel cielo serale anticipando la levata. Diventa visibile a oriente già in tarda serata e con il passare dei giorni le condizioni migliorano nelle ore prima della mezzanotte. Si trova nei Pesci, vicino al confine con la costellazione della Balena.
Urano: si colloca nelle ore prima del levare del Sole, in una situazione simile a Marte. È nel Toro, indicativamente a metà strada tra le Pleiadi (M45) e Aldebaran. È un bersaglio per cui è utile almeno un buon binocolo, meglio se su treppiede; più indicato ancora un telescopio.
Nettuno: segue logiche simili a Saturno per orario, ma è molto più difficile a occhio nudo. Serve un telescopio: è nei Pesci.
Plutone: resta osservabile per la maggior parte della notte dopo l’opposizione solare di luglio, ma richiede telescopio per via della debole luminosità. Si trova nel Capricorno.
Le costellazioni “chiave” per orientarsi (senza perdersi)
Per trovare facilmente qualcosa in cielo, agosto è un mese comodo perché offre punti di riferimento chiari.
Guardando verso Sud, compare il Sagittario, area in cui si trova il centro della nostra galassia: già ad occhio nudo si intuisce la densità della Via Lattea, mentre con un binocolo diventano numerosissimi gli oggetti e le nebulose.
A Sud-Est si incontrano Capricorno e Acquario: grandi ma meno immediati, spesso richiedono una carta del cielo.
A Nord-Ovest spicca Arturo, parte del Bootes, con la Corona Boreale nelle vicinanze. Il “passaggio” più iconico resta il Triangolo estivo: formato da Vega, Altair e Deneb, vicino al quale si possono cercare costellazioni minori più piccole e divertenti da riconoscere (Freccia/Saetta, Delfino e la più ostica Volpetta). Verso Nord, la stella Polare guida tra le costellazioni circumpolari: Orsa Maggiore e Orsa Minore, poi Dragone, Cefeo e Cassiopea (a forma di “W”). Ad Est si presenta il grande quadrilatero di Pegaso, con Andromeda (da non perdere la galassia M31) e soprattutto Perseo, la costellazione che fa da “radiante” alle Perseidi. Comete e sfondo “in movimento”, Agosto prosegue anche la rubrica sulle comete: nel mese vengono mantenuti nel mirino gli appuntamenti con 88P/Howell e 10P/Temple 2, mentre si conclude la presenza di 220P/McNAUGHT nell’elenco di osservazione. A proposito degli eventi astronomici previsti per il mese di agosto del 2026, riportiamo un video-approfondimento a cura di Media Inaf:
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