Giunta sulla Terra la conferma dell’impatto sulla superficie lunare del secondo stadio di un razzo Falcon 9 di SpaceX, precipitato involontariamente sulla Luna dopo oltre un anno e mezzo nello spazio. Secondo le previsioni, la collisione sarebbe avvenuta nelle prime ore di mercoledì 5 agosto 2026, a una velocità di circa 8.700 chilometri orari, in un’area dell’emisfero settentrionale vicina a due noti crateri, Einstein e Bell. Anche se non è ancora giunta una conferma ufficiale, i primi segnali raccolti in campo scientifico sembrano orientati proprio verso lo scenario previsto. A riportare l’evoluzione delle osservazioni è un planetologo del Centro di fisica spaziale della Boston University, che ha dichiarato all’emittente televisiva americana CBS News come il Very Large Telescope in Cile avrebbe rilevato—attraverso la spettroscopia—un pennacchio di gas composto da sodio e litio. La presenza di questi elementi, secondo quanto ci si aspetta da un impatto di questo tipo, rappresenterebbe un indizio coerente con quanto avrebbe potuto produrre la collisione. A rafforzare ulteriormente l’ipotesi si aggiunge un secondo elemento osservativo: un ricercatore avrebbe inoltre notato un’emissione di sodio osservata dal Massachusetts. Insieme, questi riscontri spingono l’interpretazione verso l’evento atteso, pur restando, almeno al momento, una fase di verifica e non di chiusura definitiva del caso. Sul web sono stati diffusi alcuni filmati, rivelatisi dei falsi realizzati tramite software di simulazione:
Perché è difficile “vedere” davvero l’impatto:
Nonostante l’interesse globale che l’evento sta attirando—anche sui social media—gli esperti sottolineano un punto decisivo: è estremamente improbabile che telescopi terrestri siano riusciti a catturare in modo chiaro il momento dell’impatto. Il motivo è legato sia alla durata sia alle condizioni di osservazione. Il lampo generato dalla collisione, infatti, avrebbe avuto un tempo di comparsa inferiore a un secondo, un intervallo troppo breve per la maggior parte delle osservazioni. Inoltre, l’impatto si sarebbe verificato sul lato illuminato della Luna, circostanza che può complicare la distinzione dell’evento rispetto al bagliore lunare complessivo. Proprio per queste ragioni, le immagini e i brevi video che stanno circolando online—come si legge anche nelle “note dei lettori” associate a un post pubblicato su X—non mostrerebbero la collisione reale, bensì simulazioni realizzate al computer.
Il cratere potrebbe non essere osservabile da Terra
A contribuire alla difficoltà di riscontro immediato c’è anche l’aspetto dimensionale dell’eventuale conseguenza fisica. Anche il cratere formatosi dall’impatto, secondo le stime, sarebbe presumibilmente troppo piccolo per essere osservato con chiarezza dalla Terra. Questo significa che, almeno nelle prime fasi, gli indizi più affidabili potrebbero arrivare più dalla spettroscopia e dall’analisi delle emissioni che dall’osservazione diretta della traccia sul suolo lunare. In sintesi, l’attesa ora si concentra su un passaggio: trasformare gli indizi in conferme. Se le rilevazioni di elementi come sodio e litio—insieme ad altre eventuali osservazioni indipendenti—verranno ulteriormente corroborate, l’episodio potrebbe diventare un esempio concreto di come anche i rientri incontrollati possano offrire dati scientifici, pur se l’evento in sé resta quasi invisibile ai nostri occhi.
Fonti:
- https://www.cbsnews.com/news/spacex-rocket-moon-collision/
- https://consent.yahoo.com/v2/collectConsent?sessionId=3_cc-session_223e5a5b-f88c-494f-931e-6c5669be2e79
#spacex









