In Brasile, un neonato è nato con una “vera coda umana”, un’anomalia congenita rarissima: la struttura, lunga circa 12 centimetri, era accompagnata all’estremità da una massa sferica di circa 4 centimetri. Nei bambini, infatti, tra la quarta e l’ottava settimana di gestazione si forma una coda embrionale che normalmente regredisce e viene riassorbita dall’organismo durante lo sviluppo. La coda embrionale è una struttura transitoria che compare negli embrioni umani tra la quinta e la sesta settimana di gestazione. Nel caso descritto dai medici, però, il piccolo è venuto alla luce in modo prematuro a 35 settimane e, dopo la nascita, i professionisti hanno notato la presenza della protrusione. Il neonato è stato quindi indirizzato a una valutazione specialistica: le indagini hanno escluso la presenza di pericoli immediati e, considerato che si trattava di un reperto cutaneo isolato, è stato deciso di intervenire chirurgicamente per rimuovere la coda e la massa associata ad essa:
L’operazione è stata eseguita con successo e senza complicazioni. Successivamente, le immagini del caso sono state pubblicate su una rivista medica, insieme alla descrizione dell’intervento e dell’analisi del tessuto asportato. La parte più importante, per la diagnosi di “vera” coda umana, è infatti lo studio istopatologico: dall’esame è emerso che la struttura era composta da tessuti senza osso né cartilagine, con un asse costituito da elementi adiposi, connettivi, muscolari e anche da componenti vascolari e tessuto con aspetti di tipo connettivo embrionale. In altre parole, non era una semplice “escrescenza” superficiale, ma una persistenza di tessuti compatibili con il tratto caudale embrionale. Le code umane (chiamate anche appendici lombo-sacrali) sono anomalie molto rare e rappresentano un residuo dello sviluppo fetale. La letteratura descrive due grandi categorie: le “vere code umane”, in cui persistono elementi embrionali in modo coerente con la coda che si forma durante la gestazione, e le “pseudo-code”, che invece possono somigliare esternamente a una coda vera ma derivare da strutture vertebrali o teratomatose, spesso associandosi più frequentemente ad altre problematiche del rachide e del sistema nervoso.
Un punto centrale, sottolineato anche nel caso, riguarda l’indagine accurata per escludere altre malformazioni associate. Le code lombo-sacrali, infatti, possono essere collegate (in una percentuale significativa di casi) a condizioni come disrafismi spinali occulti, lipomi, cordone spinale “ancorato” o altre malformazioni congenite. Proprio per questo, prima di decidere il trattamento, i medici hanno ritenuto fondamentale una valutazione completa: esame clinico neurologico e imaging, in particolare con risonanza magnetica, che consente di definire con precisione anatomia e sede ed escludere coinvolgimenti nascosti. Il trattamento, quando possibile, consiste nella resezione chirurgica dell’appendice, guidata dai risultati clinici e radiologici, con un’esplorazione attenta per ridurre il rischio di complicanze tardive. Dopo l’intervento, è inoltre raccomandato un follow-up nel tempo, per monitorare eventuali conseguenze e verificare che non emergano alterazioni neurologiche associate, soprattutto se dovessero essere presenti alterazioni spinali non immediatamente evidenti. Il messaggio finale che emerge dal caso è chiaro: la presenza di una lesione cutanea nella regione lombo-sacrale in un neonato non va sottovalutata. Poiché esiste un’origine embrionale condivisa tra la pelle e il sistema nervoso centrale, un’anomalia visibile potrebbe essere l’unico segnale di un problema neurologico più profondo. Un’identificazione precoce e una valutazione completa possono quindi aiutare a prevenire l’evoluzione verso complicanze anche gravi. Di seguito, riportiamo il link diretto allo studio scientifico di riferimento:
- Clicca qui per visualizzare lo studio scientifico di riferimento: https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S2213576621000233









