Le eclissi solari totali non sono un evento “rarissimo” in senso assoluto: da qualche parte nel mondo, in media, se ne verifica una ogni circa sedici mesi. Ciò che rende davvero speciale il fenomeno non è la sua frequenza, ma il suo tracciato: la totalità tocca terra solo in una manciata di luoghi. E così ogni eclissi diventa, di fatto, una piccola mappa del mondo che attraversa deserti, capitali, coste e siti archeologici, unendo astronomia e geografia come pochi eventi sanno fare. Nei prossimi anni, poi, la corsa all’osservazione è destinata ad alimentarsi: un susseguirsi di traiettorie interessanti per tempi, percorsi e “geografie spettacolari” rende il decennio un invito a viaggiare con lo sguardo rivolto al cielo.
2 agosto 2027: la “eclissi del secolo” tra Spagna e Valle del Nilo
Meno di un anno da oggi, l’ombra lunare tornerà a lambire la Spagna meridionale e poi si stenderà su una sequenza lunga di regioni: Marocco, Algeria, Tunisia, Libia, Egitto, Arabia Saudita, Yemen e Somalia. È una traiettoria che somiglia a un filo teso tra Europa e Mediterraneo allargato, con una particolarità che la rende indimenticabile: vicino a Luxor in Egitto, la totalità può raggiungere circa 6 minuti e 23 secondi, mentre a Tarifa, nel sud della Spagna, il buio in pieno giorno può durare circa 4 minuti e 39 secondi. E l’Italia? Qui entra il gioco la differenza tra totalità e parzialità: nel nostro Paese l’eclissi sarà visibile come parziale. La percentuale di copertura del disco solare varia a seconda della zona (indicativamente tra l’80% e il 99%), con l’evento più intenso atteso nel Sud Italia, più vicino al corridoio della totalità, che sfiora le acque al largo di Lampedusa.
22 luglio 2028: Australia e Nuova Zelanda (dal grande Oceano alle Blue Mountains)
Se l’eclissi 2027 è un ponte tra continenti, quella del 2028 sembra voler “uscire di scena”: al centro c’è l’Oceano, con una traiettoria che attraversa l’Isola di Natale, le Isole Cocos e poi la rotta verso Sydney e le Blue Mountains, prima di perdersi nell’Outback. Il viaggio continua in Nuova Zelanda con l’Isola del Sud: tra tappe suggestive come Queenstown, Milford Sound e Dunedin, il momento di massima durata—cinque minuti e dieci secondi—si colloca nella remota regione di Kimberley, nell’Australia Occidentale, dove le previsioni promettono cieli favorevoli. Un’eclissi, quindi, che premia chi ha la pazienza e la voglia di allontanarsi dai percorsi più ovvi.
25 novembre 2030: Namibia, Botswana, Sudafrica e un finale verso l’Australia
La data 2030 è pensata per chi ama le contraddizioni dell’immaginario: si parte dalla Skeleton Coast in Namibia, coste tra le più spettrali e fotografate del pianeta, e poi la totalità scorre su Botswana, Sudafrica e Lesotho. Da lì il percorso attraversa l’Oceano Indiano fino a raggiungere l’Australia meridionale e il Queensland. È, tra quelle descritte nel calendario, una delle più eterogenee: safari, deserti e un “finale da cartolina” in grado di chiudere l’esperienza con un tramonto dentro la totalità.
14 novembre 2031: quasi tutta in mare, un “corridoio” di totalità
Anomala, diversa, quasi cinematografica: nasce come eclissi anulare, un anello di fuoco nel cielo, diventa totale solo in un corridoio stretto dell’Oceano Pacifico e poi torna anulare. Per la maggior parte degli osservatori, la via più pratica per assistervi è legata a una crociera dedicata, in partenza dalle Hawaii. Qui il valore non è solo quello astronomico: è l’idea di “assistere all’evento” invece di limitarsi a guardarlo da terra, accettando che la geografia della totalità passa soprattutto sopra l’acqua.
30 marzo 2033: Alaska all’alba (e aurore boreali come possibile cornice)
Gli Stati Uniti tornano protagonisti, ma ai margini estremi: l’ombra attraversa Utqiagvik, Prudhoe Bay, Kotzebue e Nome poco dopo il sorgere del sole. La totalità massima raggiunge due minuti e 37 secondi. In più, questa eclissi coincide con l’equinozio, periodo in cui la stagione delle aurore boreali è al suo apice: un vantaggio per i viaggiatori più intraprendenti, perché la giornata può trasformarsi in una spedizione tra gelo artico e cielo luminoso.
20 marzo 2034: dall’Africa centrale all’Himalaya (con Persepoli e Leh tra le tappe)
Qui il percorso è vastissimo: tredici paesi e oltre 109 milioni di persone lungo la linea dell’evento. L’eclissi parte dall’Africa occidentale e passa da Egitto, Arabia Saudita, Iran, Afghanistan, Pakistan e India. Tra i punti più evocativi ci sono la costa del Mar Rosso in Egitto, Persepoli (sito UNESCO) e i paesaggi himalayani attorno a Leh, nel nord dell’India. La totalità massima può arrivare a quattro minuti e nove secondi: abbastanza per vedere davvero “cambiare” la luce, anche se si viaggia su territori e culture molto diverse.
2 settembre 2035: Cina, Corea del Nord, Giappone
Una traiettoria pensata per essere “più accessibile” rispetto ad altre rotte estreme del decennio. Dalla Grande Muraglia in Cina settentrionale fino a Pechino, Pyongyang e le aree a nord di Tokyo: un itinerario che unisce il fascino dell’astronomia con mete culturali di enorme richiamo.
13 luglio 2037: di nuovo Australia e Nuova Zelanda
La chiusura del decennio torna sui binari del 2028: ancora Australia, con l’ombra che attraversa l’Australia Occidentale, il Red Centre del Territorio del Nord, il Queensland e l’isola di Lord Howe. Poi raggiunge l’Isola del Nord neozelandese. Sul cammino, nomi che restano impressi: Uluru, Byron Bay e il Parco Nazionale di Tongariro. Qui, con il vulcano Ngauruhoe che prestò il suo profilo a Monte Fato nel immaginario de “Il Signore degli Anelli”, il buio può durare quasi quattro minuti lungo l’asse centrale: una scena che somiglia più a una leggenda che a un fenomeno scientifico.
E in Italia? L’attesa per la totalità (senza aerei) è lunga
Attenzione a non fraintendere: fino a quel momento, dal cielo italiano continueranno a passare eclissi parziali. Anche nel 2027 il fenomeno sarà visibile, ma senza il “giorno che diventa notte” tipico della totalità. Se l’obiettivo è la vera totalità, con il cielo che si oscura per qualche minuto, c’è una prossima data utile da appuntare: 3 settembre 2081, quando l’ombra attraverserà il Nord-Est della Penisola in tarda mattinata, in particolare il Triveneto. Sarà la prima volta dal 15 febbraio 1961, quando la fascia di totalità toccò le regioni centro-settentrionali del Paese. E per chi vuole tenere d’occhio anche la prospettiva “generazionale”: c’è già chi ha trasformato l’attesa in marketing e sogno. Un concorso legato a un viaggio per assistere a un’eclissi totale visibile dall’Islanda si svolgerà nel lontanissimo 2196 (29 giugno), lanciando l’idea di un biglietto “da tramandare” fino a chi verrà dopo.
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