In Cina un robot olimpionico è più veloce di Usain Bolt – video

La rivolta dei robot può attendere. Per il momento, le macchine umanoidi continuano a correre contro ostacoli molto concreti — e spesso anche metaforici — mostrando quanto la tecnologia sia ancora lontana dalla perfezione. È questa l’immagine emersa dalla seconda edizione dei World Humanoid Robot Games, una competizione di cinque giorni organizzata in Cina, dove i robot si sfidano in discipline ispirate ai Giochi olimpici. La manifestazione è iniziata sabato con gare preliminari di atletica, una partita di calcio e alcune dimostrazioni sportive.

Un robot più veloce di Usain Bolt:

Tra gli episodi più sorprendenti c’è stata la prova di Lightning, un robot umanoide che, durante un test, avrebbe completato i 100 metri in un tempo più rapido del record mondiale stabilito da Usain Bolt nel 2009, secondo quanto riferito dai media statali cinesi. La prestazione, tuttavia, evidenzia anche uno dei principali limiti attuali dei robot umanoidi: correre è una cosa, fermarsi è un’altra. Al termine della pista era stata sistemata una parete imbottita, ma diversi concorrenti vi sono finiti contro a forte velocità. Alcuni robot hanno perso parti degli arti nell’impatto. Dopo ogni gara, una squadra di quattro persone è dovuta intervenire con una barella per rimuovere le macchine dal campo. Durante una corsa particolarmente intensa, un robot ha persino preso fuoco per qualche istante, prima di essere spento con un estintore.

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Calcio lento e tennis umano-robot:

La cerimonia inaugurale ha avuto un tono spettacolare. Più di cento robot hanno sfilato intorno alla pista mentre un crescendo orchestrale accompagnava l’ingresso delle squadre. Prima della parata si è disputata una partita di calcio a sette tra due formazioni di robot umanoidi. Il ritmo dell’incontro è apparso piuttosto lento: in diversi momenti, alcuni giocatori sono rimasti immobili mentre il pallone scivolava loro accanto, come se avessero perso interesse per l’azione. Non sono mancati, però, episodi più movimentati. Un robot della squadra blu ha sferrato un calcio particolarmente violento contro un difensore avversario, ricevendo un cartellino giallo. Subito dopo, le immagini hanno mostrato una partita di tennis tra un essere umano e un robot. Il punto è stato conquistato dal giocatore umano, in una dimostrazione dei limiti ancora evidenti delle macchine negli sport che richiedono reazioni rapide e capacità di adattamento. Secondo i media statali cinesi, oltre 2.000 robot parteciperanno complessivamente alle diverse competizioni durante i cinque giorni dell’evento. Link video:

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Più discipline rispetto alla prima edizione:

Il programma di quest’anno è più ampio rispetto a quello della precedente edizione. Oltre agli sprint sui 100 e 400 metri e al calcio, sono state aggiunte gare di tiro alla fune, sollevamento pesi, tennis e arti marziali tradizionali cinesi. L’obiettivo non è soltanto intrattenere il pubblico. Le competizioni rappresentano anche un banco di prova per valutare equilibrio, coordinazione, resistenza, velocità e capacità di recupero dei robot in situazioni imprevedibili. Proprio gli incidenti mostrati durante le gare rivelano quanto sia complesso trasformare una dimostrazione tecnologica in una macchina realmente affidabile. Un robot può compiere un movimento spettacolare in un ambiente controllato, ma deve anche saper evitare ostacoli, mantenere l’equilibrio, reagire agli imprevisti e arrestarsi senza danneggiarsi. Link video:

L’industria cinese punta sui robot umanoidi:

La Cina considera i robot umanoidi un settore strategico e una fonte di prestigio nazionale. Nella stessa città che ospita i World Humanoid Robot Games si svolge anche la World Robot Conference 2026, a conferma dell’importanza attribuita al comparto. Tra le aziende più note c’è Unitree, diventata famosa per i robot capaci di ballare e di eseguire salti all’indietro. Al debutto in Borsa, le azioni della società sono arrivate a guadagnare il 629%, chiudendo poi la giornata con un rialzo del 460%. Nonostante l’entusiasmo degli investitori, il mercato è ancora agli inizi. Gli analisti di Morgan Stanley prevedono che il settore dei robot umanoidi potrebbe raggiungere un valore di 7.500 miliardi di dollari entro il 2050. Per arrivare a una diffusione su larga scala, però, sarà necessario superare numerosi ostacoli tecnici ed economici. Le attuali limitazioni dell’intelligenza artificiale, insieme agli elevati costi di produzione e alla difficoltà di sviluppare componenti affidabili, impediscono ancora ai robot umanoidi di trovare un impiego diffuso negli ambienti di lavoro e nella vita quotidiana.

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Gli Stati Uniti cercano di recuperare terreno:

Anche negli Stati Uniti gli investimenti nel settore sono in forte crescita. La partecipazione ad Actuate, una conferenza di San Francisco dedicata agli sviluppatori di robot, è triplicata in due anni, segno del crescente interesse da parte degli investitori della Silicon Valley. Nel 2025 le startup della robotica hanno raccolto complessivamente 15 miliardi di dollari a livello globale. Nel corso dell’anno successivo sono stati raccolti altri 18,8 miliardi. Anche Tesla sta puntando con decisione sugli umanoidi: il pacchetto retributivo da mille miliardi di dollari destinato a Elon Musk è legato, tra gli altri obiettivi, alla consegna di un milione di robot Optimus. Gli Stati Uniti, tuttavia, devono fare i conti con una disponibilità più limitata di componenti hardware. Durante la conferenza Actuate, i fornitori di dati erano più numerosi dei robot presenti. Inoltre, nuove restrizioni imposte dalla Federal Communications Commission sulle apparecchiature robotiche avanzate di produzione straniera potrebbero rendere più difficile per le aziende americane acquistare componenti cinesi a basso costo.

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Una tecnologia ancora lontana dalla maturità:

La sfida tra Cina e Stati Uniti si gioca quindi non soltanto sul terreno dell’intelligenza artificiale, ma anche su quello della produzione industriale, dei sensori, delle batterie, dei motori e dei sistemi di controllo. La Cina sembra oggi disporre di un vantaggio nella capacità manifatturiera e nella disponibilità di componenti. Gli Stati Uniti, invece, puntano sulla ricerca, sui capitali privati e sull’integrazione con i più recenti progressi dell’intelligenza artificiale. Secondo il CEO di Unitree, il momento paragonabile all’arrivo di ChatGPT nel settore della robotica potrebbe essere ancora distante un decennio. Nel frattempo, i robot continueranno a correre, calciare, sollevare pesi e sfidarsi in campo aperto. A volte stabiliranno record sorprendenti; altre volte finiranno contro una parete. Ed è proprio questa combinazione di risultati spettacolari e incidenti goffi a descrivere meglio di qualsiasi slogan lo stato attuale della robotica umanoide: una tecnologia promettente, in rapida evoluzione, ma ancora alle prese con l’arte fondamentale di restare in piedi.

#cina #robot olimpiadi

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